Astro News a cura di Piero Bianucci

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    Simulato un universo con 25 miliardi di galassie per la missione europea “Euclid”

    Simulato un universo con 25 miliardi di galassie per la missione europea “Euclid”

    La missione europea “Euclid” partirà, se tutto va bene, nel 2020, ma non è mai troppo presto per immaginare, almeno immaginare, come funzionerà. Il compito di “Euclid” sarà quello di tracciare la mappa della materia oscura sparsa nell’universo, probabilmente nelle e tra le galassie. Per calibrare gli strumenti è necessario simulare ciò che “Euclid” si troverà ad osservare: un universo che contiene da 100 a 200 miliardi di galassie. Ecco allora che uno dei più potenti calcolatori disponibili è stato impegnato a delineare questo immenso panorama (immagine), sia pure in una versione lievemente ridotta: 25 miliardi di galassie, non 100-200. Insomma: un universo virtuale in scala 1 a 4 o 1 a 8. Venticinque miliardi di galassie che disegnano la trama di 2000 miliardi di punti digitali…

    Ma la potenza di calcolo conta poco se non la si usa con il programma adatto: il codice elaborato per la simulazione – PKDGRAV3 – è opera di un gruppo di astrofisici di Zurigo e ha il potere di descrivere la complicatissima dinamica tra materia oscura e formazione stellare. Tre giorni di calcolo con il supercomputer “Piz Daint” in funzione nella Svizzera italiana hanno simulato la formazione di un alone di materia oscura simile a quello che si pensa abbia favorito l’aggregarsi di una galassia come la nostra Via Lattea. In realtà “Euclid” dovrà misurare la posizione di miliardi di galassie per ricavare una mappa tridimensionale dell’universo: di qui dovrebbe emergere la sottostante “tessitura” invisibile di materia ed energia oscura, che insieme rappresenterebbero il 95 per cento della massa-energia del cosmo.

    L’Italia è coinvolta nel progetto Euclid con due strumenti a bordo (Vis nel visibile e Nisp nel vicino infrarosso) e con il segmento di raccolta dati a terra. «La simulazione appena realizzata – dice Luca Valenziano dell’Inaf, responsabile di Nisp – è una pietra miliare per lo sviluppo della missione Euclid. Grazie al livello di dettaglio mai raggiunto prima nel simulare la complessità dell’universo, sarà possibile mettere a punto con quali strategie il satellite sarà puntato e come gli strumenti potranno osservare nel modo più efficiente. Dopo le osservazioni simulate, non vediamo l’ora di osservare l’universo come è davvero: la realtà è sempre più interessante del mondo virtuale».

    Altre informazionI:

    http://sci.esa.int/euclid/

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