Astro News a cura di Piero Bianucci

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    Tre occultazioni stellari per misurare l’oggetto di Kuiper che nel 2019 vedremo da vicino

    Tre occultazioni stellari per misurare l’oggetto di Kuiper che nel 2019 vedremo da vicino

    Il primo oggetto della fascia di Kuiper che potremo vedere da vicino non è entusiasmante e forse neppure molto rappresentativo ma, quando all’inizio del 2019 la navicella americana “New Horizons” (disegno) lo raggiungerà, registreremo in ogni caso un doppio primato: il primo “kuiperiano” sorvolato da una sonda e il più lontano oggetto spaziale mai raggiunto da un veicolo spaziale. È quanto basta per rendere interessante lo studio preventivo di (486958) 2014 MU69, il cui diametro stimato è di appena una quarantina di chilometri. Ce ne offrono l’opportunità tre risicatissime occultazioni di altrettante stelle, una già avvenuta il 3 giugno scorso, visibile dal sud del Cile e dell’Argentina sul continente americano e dal Sud Africa e dal Madagascar, con in mezzo un ampio braccio di oceano Atlantico. Le altre due occultazioni si verificheranno il 10 e il 17 luglio e sono, se possibile, ancora più sfavorevoli. Quella del 10 luglio sarà osservabile da gran parte dell’oceano Pacifico e da un pezzetto di Sud America, quella del 17 luglio solo dalla Terra del Fuoco, propaggine meridionale del contenente sudamericano, a meno di voler “ballare” sulle onde del Pacifico o dell’Atlantico.

    La campagna osservativa è in pieno svolgimento. Vi partecipano con 22 telescopi portatili da 40 centimetri di apertura e telecamera più di cinquanta ricercatori che si distribuiscono lunga le linee nelle quali le tre stelle risultano prospetticamente occultate dal minuscolo oggetto di Kuiper. Di rinforzo ci saranno almeno altri venti telescopi in postazioni fisse. La distanza tra un telescopio e l’altro va da 10 a 25 chilometri. In più, il 10 luglio gli scienziati potranno contare sul telescopio infrarosso SOFIA, che ha un diametro di 2,5 metri e può volare ai confini con la stratosfera, sottraendosi alle incertezze meteorologiche. Una rete, dunque, ben assortita e a maglie piuttosto strette. Cogliere l’occultazione è comunque un colpo di fortuna, sia perché le regioni interessate dal fenomeno sono strisce ristrettissime e localizzati con un discreto margine di incertezza sia perché la stella sparisce appena per un paio di secondi. La speranza è che si riesca a valutare meglio il diametro dell’oggetto di Kuiper e a vedere se nei dintorni ci sono altri oggetti minori o anelli di polveri. Un risultato certo sarà una migliore conoscenza della posizione del pianetino e della sua orbita.

    Altre informazioni:

    https://www.nasa.gov/feature/new-horizons-deploys-global-team-for-rare-look-at-next-flyby-target

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