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    Nel mare Ionio i fisici osserveranno i neutrini ma intanto scoprono che i delfini vanno a caccia di notte

    Nel mare Ionio i fisici osserveranno i neutrini ma intanto scoprono che i delfini vanno a caccia di notte

    Prima o poi un colossale rivelatore di neutrini calato nel mare Ionio fino a 2100 metri di profondità al largo di Catania incomincerà ad “ascoltare” l’universo. Nell’attesa “ascolta” i delfini, e così l’Infn, Istituto nazionale di fisica nucleare, tramite i suoi LNS (Laboratori Nazionali del Sud) collabora con i biologi del Cnr e fornisce loro dati sul comportamento di questi meravigliosi mammiferi marini (foto). La scoperta è che i delfini sono particolarmente attivi di notte. In particolare lo studio, pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” (nature.com), riferisce che i delfini registrati al largo della Sicilia orientale sfruttano il loro “bio-sonar” (organo impiegato da molti cetacei per comunicare con i propri simili) con significative variazioni tra giorno e notte, emettendo un maggior numero di segnali di eco-localizzazione (una sorta di click) nelle ore notturne. I ricercatori lo hanno stabilito analizzando i dati della stazione ONDE installata nello Ionio nel 2005 per misurare la “rumorosità” di quel mare e poi installarvi un rivelatore acustico di neutrini, particelle ad interazione debole che ci arrivano – con energie diverse – dal Sole e dall’intero universo.

    La scoperta per certi versi era prevedibile: i delfini di giorno utilizzano anche la vista, di notte invece possono servirsi solo del loro radar acustico. “L’alto numero di click di eco-localizzazione registrati nelle ore notturne riflette le dinamiche della catena alimentare marina lungo la colonna d’acqua – spiega Virginia Sciacca, biologa dell’Università di Messina, associata ai LNS – Dopo il tramonto, infatti, plancton, piccoli pesci e cefalopodi migrano verso la superficie, con il conseguente aumento di predazione e di eco-localizzazione da parte dei delfini che di essi si cibano.” “L’interdisciplinarietà – aggiunge Salvatore Viola, fisico dei LNS – è la chiave di questa ricerca: gli strumenti software per l’identificazione automatica dei segnali acustici sono stati sviluppati da un team di fisici e biologi”.

    Altre informazioni:

     

    https://www.lns.infn.it/it/

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