Astro News a cura di Piero Bianucci

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  • 09/10/2017 - In una valle delle Alpi Francesi test per il primo rivoluzionario “ipertelescopio”

    In una valle delle Alpi Francesi test per il primo rivoluzionario “ipertelescopio”

    In una valle delle Alpi Francesi test per il primo rivoluzionario “ipertelescopio”

    E’ appena avviata la costruzione del telescopio E-Elt da 39 metri dell’Osservatorio Australe Europeo sulle Ande del Cile, il più grande mai progettato, e c’è già chi lavora alla generazione successiva, quella degli “ipertelescopi”, dedicati soprattutto allo studio degli esopianeti. A sviluppare l’idea fin dal 2011 è un brillante astrofisico nato a Parigi 74 anni fa, volontariamente rimasto ai margini della comunità scientifica accademica per mantenere la propria libertà visionaria. Si chiama Antoine Labeyrie ed è un pioniere dell’ottica adattiva, nella quale per primo ha suggerito di inserire un laser per generare una stella artificiale di riferimento.

    Con aperture di centinaia di metri, gli ipertelescopi non potranno ovviamente essere ospitati in cupole tradizionali. Occuperanno intere vallate in regioni pressoché deserte e saranno essenzialmente degli interferometri multispecchio ma con una superficie principale di raccolta della luce di gran lunga superiore alla massima immaginabile per telescopi già ciclopici come l’E-Elt, il cui primario sarà costituito da circa mille segmenti di specchi accostati l’uno all’altro coordinati da un computer.

    Il principio ottico alla base di un ipertelescopio è noto come “visione a pupilla densificata”. La configurazione (illustrazione) prevede una concentrazione di numerosi telescopi in una conca del fondovalle (un po’ come per il radiotelescopio di Arecibo), un secondario su carrello scorrevole a cento metri di altezza e tutt’intorno numerosi telescopi minori per l‘interferometria. Il progetto sta affrontando i primi test nella valle di Ubaye, a sud di Barcelonnette, al confine tra Alpi Marittime e le Alpes-de-Haute-Provence, in collaborazione con l’Osservatorio della Costa Azzurra a Nizza. Supporta Antoine Labeyrie e il suo compagno di avventura Denis Mourard l’associazione LISE, sigla di Laboratoire Interphérometrie Stellaire et Exoplanetaire.

    Altre informazioni sul numero di settembre di “L’Astronomie”, il mensile della Societé Astronomique de France fondata da Camille Flammarion:

    https://www.saf-lastronomie.com/revue/

     

     

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