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    La Voyager 1 accende i motori dopo 37 anni di inattività

    La Voyager 1 accende i motori dopo 37 anni di inattività

    Dopo 37 anni di inattività, i retrorazzi della sonda Voyager 1 destinati inizialmente alle correzioni di rotta sono stati riattivati con successo e questo potrebbe aiutare ad allungare ulteriormente la vita della mitica sonda spaziale. Ci sono riusciti gli ingegneri della NASA in un’impresa che ha quasi dell'incredibile.

    La sonda, che insieme alla gemella Voyager 2 ha recentemente festeggiato i 40 anni dal lancio, continua a funzionare e a trasmettere importanti informazioni sull’ambiente oltre il sistema solare:  informazioni sul plasma e sui raggi cosmici che per raggiungere la Terra impiegano 19 ore e 35 minuti in quanto le due sondi si trovano ad oltre 21 miliardi di km. Le comunicazioni si possono realizzare grazie a piccole manovra che consentono all'antenna del veicolo di rimanere orientata verso la Terra. I razzi sparano periodicamente piccoli impulsi, o 'sbuffi', della durata di pochi millisecondi, consumando ogni volta una frazione di grammo di idrazina.

    Su Voyager-1 c'è un gruppo di quattro propulsori destinati alle 'manovre di correzione della traiettoria' situati sul lato posteriore della sonda; anche se sono identici, per dimensioni e funzionalità, ai propulsori di controllo di assetto, finora erano stati usati solo in modalità di accensione prolungata e non per brevi impulsi. A partire dal 2014, tuttavia, gli ingegneri hanno notato che i propulsori  di assetto mostravano un degrado perchè dovevano effettuare più spinte del solito per sviluppare la stessa quantità di energia. Un gruppo di esperti al JPL ha studiato il problema e ha previsto in che modo la sonda spaziale avrebbe risposto in diversi scenari, optando per la riattivazione (tutt'altro che certa) dei propulsori TCM. Nei giorni scorsi gli ingegneri hanno attivato i quattro propulsori TCM per la prima volta in 37 anni e hanno testato la loro capacità di orientare l'astronave utilizzando impulsi di 10 millisecondi. Il team ha atteso con impazienza l'arrivo dei dati di telemetria e mercoledì ha appreso che i propulsori del TCM funzionavano perfettamente, altrettanto bene dei propulsori del controllo di assetto. Il piano adesso è di passare a utilizzare per le correzioni d'assetto i propulsori TCM a partire da gennaio. Per effettuare il cambiamento, la Voyager deve accendere un piccolo riscaldatore per ogni propulsore, il che richiede energia; purtroppo quest'ultima è una risorsa limitata e che sta diventando critica dato l'imminente esaurimento delle batterie a radioisotopi, tra pochi anni. Quando non ci sarà più energia sufficiente per far funzionare i riscaldatori, la squadra tornerà ai propulsori di controllo di assetto ma, nel frattempo, si sarà risparmiata l'altra risorsa critica, quella di idrazina.  Con questi propulsori, che sono ancora funzionanti dopo 37 anni di inattività, si porà estendere la vita del veicolo spaziale di due o tre anni

     

     

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