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    Un getto abnorme di energia colto da un telescopio della Val d’Aosta

    Un getto abnorme  di energia colto da un telescopio della Val d’Aosta

    Era la notte del 30 novembre 2016 quando Paolo Calcidese, responsabile del progetto “Nuclei Galattici Attivi” lanciato nel 2006, stava osservando la galassia CTA 102 nella costellazione di Pegaso.  Ad un certo punto si accorse che la luce che stava per giungere al telescopio diventava sempre più intensa. Se non ci fosse stato l'occhio di un astronomo una persona inesperta l'avrebbe scambiata per una stella molto luminosa entrata nel campo visivo. Era così brillante che la si sarebbe potuta vedere anche con un piccolo telescopio di 8 cm di diametro. Nelle notti successive CTA  102 era diventata 200 volte più luminosa del normale.  A questo punto veniva allertata la comunità scientifica mondiale affinché telescopi più potenti e disponibili puntassero in quella direzione del cielo. Dopo una quindicina di giorni la luminosità che giungeva da quella Galassia era 300 volte più intensa del solito. Un record assoluto. Ora, a distanza di circa un anno da quelle osservazioni, una possibile spiegazione di quel che avvenne è stata pubblicata sulla rivista Nature.

     

    Quel che venne osservato in quelle notti à senza dubbio il prodotto dell'attività di un buco nero. Quando la materia che viene catturata da un buco nero inizia a spiralizzare intorno ad esso prima di essere inghiottita definitivamente si scalda a tal punto da emettere una enorme quantità di onde elettromagnetiche. Inoltre l'interazione che viene a formarsi tra la materia presente nel disco e il buco nero origina talvolta due getti di plasma con direzione opposta e questi producono un ulteriore emissione di energia.

     

    Rimane ancora in parte misterioso il motivo per cui si osserva una variazione di luminosità come quella colta da Calcidese. Una delle ipotesi avanzate per spiegare il fenomeno è quasi fantascientifica:  vuole che nel cuore della galassia CTA  102 vi sia un sistema composto da due buchi neri supermassivi i quali orbitano uno attorno all'altro obbligando i getti che fuoriescono dai buchi neri ad ondeggiare e quindi ad emettere energia variabile. Solo ulteriori osservazioni Tuttavia potranno confermare o meno questa ipotesi.

     

     

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