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    Chi ha paura di Alfa Centauri?

    Chi ha paura di Alfa Centauri?

     

    Se un giorno saremo capaci di fare dei viaggi interstellari, il sistema doppio di Alfa Centauri sarà sicuramente la prima destinazione. A poco più di 4 anni luce da noi, Alfa Centauri è infatti la stella più vicina a noi. Ad esser precisi, in questi anni la più vicina è Proxima, nana rossa che orbita nei pressi di Alfa Centauri, con cui potrebbe esser legata gravitazionalmente. Nella prospettiva di studiare la vita extrasolare, Alfa Centauri è quindi un candidato ideale per studiare le condizioni di abitabilità. Per questo motivo Tom Ayres dell’Università di Boulder in Colorado ha analizzato dieci anni di osservazioni raccolte dal telescopio a raggi X “Chandra” per studiare i brillamenti stellari delle due stelle di Alfa Centauri, identificate come Alfa Cen A e B, in modo da capire il loro grado di pericolosità per la vita su eventuali pianeti extrasolari in orbita intorno a quelle stelle. Il risultato è stato annunciato alla 232 assemblea dell’ASsociazione Astronomia Americana (AAS) ed è stato pubblicato nelle Research Notes of the American Astronomical Society.

    I risultati di questo monitoraggio sono incoraggianti, perché sembra che un potenziale pianeta intorno a una delle due stelle del sistema non sarebbe colpito da grandi quantità di raggi X dovute a brillamenti stellari molto violenti. Per Proxima il discorso è ben diverso, poiché si tratta di una nana rossa molto attiva, che manda spesso violenti lampi di raggi X verso i suoi pianeti. Sebbene Alfa Centauri A e B siano molto più accoglienti di Proxima, al momento non è ancora stato possibile identificare pianeti extrasolari intorno a loro, sopratutto perché le due stelle sono molto vicine fra loro. Ma non è escluso che nei prossimi anni, grazie a strumenti più sofisticati, potremo scoprire se intorno a queste nostre vicine stellari si nasconde un pianeta tranquillo, che magari un giorno potremo persino visitare.

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    Articolo originale

     

    Nell’immagine: Il sistema di Alfa Centauri ripreso in luce visibile e nei raggi X (X-ray: NASA/CXC/University of Colorado/T.Ayres; Optical: Zdeněk Bardon/ESO)

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