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    Dov’è si nasconde la materia barionica?

    Dov’è si nasconde la materia barionica?

    C'è moltissima materia che non vediamo, nascosta nello spazio fra una galassia e l'altra. Non è la misteriosa materia oscura, di cui non conosciamo ancora l'origine, ma materia ordinaria, o barionica, che semplicemente sfugge alle nostre osservazioni. Ci son voluti vent’anni, ma finalmente adesso sappiamo dove si trova. A scoprirlo è stato un team internazionale coordinato da Fabrizio Nicastro dell’INAF di Roma, che ha scovato questa misteriosa materia non visibile con i telescopi. Grazie al telescopio spaziale XMM-Newton dell'ESA, gli astronomi hanno infatti studiato l'emissione luminosa del quaar PG 1553+113, identificando tracce di materia nascosta nello spazio che si trova fra noi e quella lontana galassia. La scoperta, pubblicata su Nature, ci aiuta a risolvere il problema dei barioni mancanti, uno dei principali misteri dell'astrofisica moderna.

    Sappiamo infatti che solo il 5% della materia ed energia dell’Universo è sotto forma di barioni, cioè materia ordinaria che forma le stelle, le galassie, e tutti noi. Ma all’interno della materia barionica, c’è una frazione che va dal 30 al 40% di materia che non riusciamo a vedere, sebbene la sua presenza sia suggerita dalla teoria e dalle osservazioni delle prime fasi di vita dell’Universo. Secondo i modelli, questa materia sarebbe contenuta nei filamenti di gas nascosti fra una galassia e l’altra, che dovrebbero essere abbastanza caldi da emettere raggi X. Raccogliendo una serie di osservazioni dal 2015 al 2017, in aggiunta alle osservazioni disponibili in archivio, il team ha realizzato una dettagliata “radiografia” del materiale fra noi e il quasar, evidenziando una serie di deboli righe di assorbimento dovute alla presenza di enormi quantità di barioni nascosti nel materiale caldo e gassoso che si estende anche per milioni di anni luce tra una galassia e l’altra. “La materia che abbiamo trovato è esattamente nella posizione e nella quantità predette dalla teoria” ha commentato Nicasto, “quindi possiamo dire di aver risolto uno dei più grandi misteri dell’astrofisica moderna: quella dei barioni mancanti”

     

    Articolo originale

     

    Nell’immagine: Raffigurazione artistica del gas caldo intergalattico (ESA / ATG medialab; dati: ESA / XMM-Newton / F. Nicastro et al. 2018; simulazione cosmologica: R. Cen

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