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    Raggi X tra i banchi di scuola

    Raggi X tra i banchi di scuola

    E’ un strana sorgente cosmica, che emette raggi X dall’interno di un ammasso globulare nel Sagittario. Un corpo celeste misterioso, che però non è stato scoperto da un team di astronomi professionisti come succede di solito. A scovare i brillamenti X di questa sorgente è stato un gruppo di studentesse e studenti del Liceo Scientifico “Grassi” di Saronno. Razvan PatroleaLorenzo ApollonioElena PecchiniCinzia TorrenteBartolomeo Bottazzi-Baldie e Martino Giobbio, questi i nomi degli “astronomi in erba” hanno infatti analizzato i dati raccolti dal telescopio spaziale XMM-Netwon nell’ambito di un progetto di Alternanza scuola-lavoro sviluppato da Andrea De Luca e Ruben Salvaterra, ricercatori presso l’Istituto di Astrofisica spaziale e fisica cosmica di Milano dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Il risultato ottenuto dagli studenti ha portato poi a una pubblicazione scientifica su Astronomy & Astrophysics.

    La scoperta è avvenuta nell’ambito del progetto Exploring the X-ray Transient and variable Sky (ExtraS), finanziato Commissione europea nell’ambito del Settimo programma quadro (Fp7-Space) e coordinato dall’Inaf con la partecipazione di cinque istituti di ricerca in Italia, Germania e Regno Unito. ExtraS, coordinato da Andrea De Luca, prevede la caratterizzazione della variabilità temporale delle oltre 400mila sorgenti cosiddette “serendipite” (potenzialmente interessanti ma ancora non studiate in modo approfondito) rivelate dalla missione Xmm-Newton dell’Agenzia spaziale europea (Esa). Nel corso delle attività di ExtraS gli studenti sono stati coinvolti nel mese di settembre 2017, come spiega lo stesso De Luca “Utilizzando i risultati di Extras, abbiamo selezionato ‘alla cieca’ un campione di circa 200 sorgenti dal comportamento temporale compatibile con emissione di flare (brillamenti) e con presenza di eclissi e le abbiamo assegnate ai ragazzi, divisi in due gruppi”. Dopo una prima fase di lezioni sugli strumenti di analisi da utilizzare, gli studenti hanno iniziato a lavorare sui dati reali, trovando dei brillamenti interessanti all’interno dell’ammasso globulare NGC 6540 nella costellazione del Sagittario. “Il brillamento rivelato ha proprietà estremamente peculiari: assumendo che J1806 si trovi in Ngc 6540, la combinazione di luminosità, durata e andamento temporale del flare è diversa da tutti i fenomeni noti” sottolinea De Luca “I brillamenti coronali delle stelle presentano una ben nota correlazione tra luminosità e durata – un flare della luminosità corrispondente ad una stella in Ngc 6540 dovrebbe avere una durata almeno 100 volte superiore a quella osservata. Peraltro, il caso di un flare di bassa luminosità emesso da una stella molto più vicina di Ngc 6540 (e allineata per caso) si può escludere sulla base delle osservazioni Hubble, che permetterebbero di identificare facilmente la controparte ottica. Altre interpretazioni sembrano ancora meno plausibili”.

    Altre informazioni

    Articolo originale

     

    Nell'immagine: Le ragazze e i ragazzi del Liceo Scientifico G.B. Grassi di Saronno che hanno contribuito alla scoperta. Nella foto: Razvan Patrolea, Lorenzo Apollonio, Elena Pecchini, Cinzia Torrente, Bartolomeo Bottazzi-Baldi e Martino Giobbio (INAF)

     

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