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    Ascoltando il battito del Sole

    Ascoltando il battito del Sole

    In quel brusio c’è il “battito cardiaco” del nostro Sole. Per convincersene, basta ascoltare i suoni prodotti da un team di ricercatori del Goddard Space Flight Center della NASA a partire dalle osservazioni della nostra stella. Utilizzando i dati raccolti dalla sonda Solar and Heliospheric Observatory (Soho) della NASA e dell’Esa, il ricercatore Alexander G. Kosovichev ha infatti creato una sequenza di suoni che ci permette di ascoltare i movimenti dell’atmosfera e delle regioni più interne del Sole. Il lavoro è un nuovo esempio di sonificazione, una tecnica che permette di trasformare in suoni i dati raccolti da esperimenti scientifici, in modo da aumentarne la fruibilità e riuscire ad estrarre nuove informazioni.

    Il lavoro è partito dalle osservazioni Doppler realizzate da Soho, che permettono di ricostruire i movimenti superficiali del Sole. Questi dati sono stati opportunamente filtrati e trattati, in modo da eliminare anche gli effetti spuri dovuti al movimento della sonda stessa e da selezionare solo le onde più pulite. Il risultato è una sequenza di suoni che ci permette di esplorare anche gli strati più interni del Sole. Anche se non è possibile osservare direttamente l’interno della nostra stella, possiamo infatti studiare la propagazione delle onde al suo interno, in modo analogo a quanto accade per le onde sismiche che si utilizzano per studiare l’interno del nostro pianeta. I suoni ci permettono quindi di capire meglio com’è fatto il Sole, come sottolinea Alex Young, direttore della Divisione di scienze eliofisiche del Goddard Space Flight Center,“Non abbiamo un canale diretto per guardare all’interno del Sole. Non abbiamo alcun microscopio che ci permetta di zoommare all’interno del Sole; quindi, usare le vibrazioni di una stella o del Sole ci permette di guardare al suo interno”.

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