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    Una cometa frammentata da una nana bianca

    Una cometa frammentata da una nana bianca

    Un gruppo internazionale, guidato da Paula Izquierdo dell'Università di La Laguna in Spagna, ha studiato una peculiare nana bianca che mostra evidenti segni di transiti nella sua curva di luce e linee di assorbimento per la presenza di gas circumstellare. Situata a circa 570 anni-luce e catalogata come WD 1145+017, questa nana bianca è circa 2% le dimensioni del Sole ed ha una massa pari a 0,63 volte quella della nostra stella.

    I transiti sono stati rilevati per la prima volta nel 2015, facendone la prima nana bianca a esibire tale fenomeno che era stata, sin allora, prerogativa delle sole stelle normali. Osservazioni successive hanno poi stabilito che l’oggetto aveva le dimensioni di un asteroide e impiegava 4,5 ore per completare un’orbita ma al contempo che la gravità della nana bianca lo stesse riducendo a pezzi. Grazie al follow-up svolto con il Gran Telescopio Canarias (GTC) e il Liverpool Telescope (LT), entrambi situati alle Canarie, si è potuto appurare, con osservazioni di spettrofotometria ottica veloce simultanea e fotometria a banda larga, che l’oggetto in orbita attorno a WD 1145+017 può essere non un asteroide ma, addirittura, una cometa ridotta in frammenti. Il transito più lungo (87 min) e più profondo (50% di calo luminoso) registrato nel corso delle 5,5 ore di osservazione continua, mostra una struttura complessa intorno alla fase minima che può essere ben espressa da un modello costituito da più nubi di polvere sovrapposte. I transiti registrati mostrano infatti un notevole ritardo nell'uscita rispetto ai tempi di ingresso. Tale comportamento è coerente con lo scenario di qualcosa di simile a una coda prodotta da molti frammenti rocciosi disposti a catena stretta, grossomodo come fu per la cometa Shoemaker-Levy 9 precipitata su Giove nel 1994.In alternativa, a causare il fenomeno potrebbe anche essere una nube non omogenea di detriti estesa per 120° in azimut.

    Oltre alla natura dell'oggetto in orbita, utilizzando le misure disponibili nella Data Release 2 di Gaia e la fotometria d’archivio, lo studio ha permesso agli astronomi di affinare anche la conoscenza dei parametri fisici della WD 1145+017, determinando una temperatura effettiva di 15020 ± 520 K e stimando un'età di raffreddamento pari a 224 ± 30 milioni di anni, valori in sostanziale accordo con precedenti osservazioni del sistema. I risultati della ricerca sono stati accettati per la pubblicazione su MNRAS.

    Giuseppe Donatiello

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