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  • 09/09/2018 - CHE COSA SUCCEDE QUANDO SI BUCA UNA GALASSIA?

    CHE COSA SUCCEDE QUANDO SI BUCA UNA GALASSIA?

    CHE COSA SUCCEDE QUANDO SI BUCA UNA GALASSIA?

    La galassia visibile in questa immagine è molto strana. Non solo per la sua forma ad anello, ma anche perché nella sua struttura inusuale, distante 300 milioni di anni luce, sono state identificate svariate sorgenti nei raggi X associate ad altrettanti oggetti compatti, come stelle di neutroni e buchi neri.

    In realtà, non è un caso unico, perché rientra nella categoria delle cosiddette ring galaxy (“galassie anello”) che sarebbero il frutto di una collisione ortogonale tra due galassie di massa simile. Una collisione del genere non comporta scontri tra le stelle delle galassie, ma violente compressioni delle nubi molecolari galattiche, che possono innescare formazioni di nuove stelle nella struttura a ciambella che risulta da questo processo.

    Proprio una di queste galassie (denominata AM 0644-741) è stata studiata da tre astronome italiane - Anna Wolter (INAF/Osservatorio Astronomico di Brera), Michela Mapelli (INAF/Osservatorio astronomico di Padova) e Antonella Fruscione (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics) – che hanno scoperto nell’anello una catena di sorgenti associabile a buchi neri e stelle di neutroni.

    La galassia è stata osservata con l’osservatorio spaziale per raggi X Chandra, grazie al quale sono state rilevate le brillanti sorgenti (sovrapposte in rosa all’immagine ottica in Figura, ottenuta con il telescopio spaziale Hubble). Con questi dati è stata ricostruita la formazione dell’anello frutto dello scontro tra due galassie: “la pallottola è forse la galassia a sinistra dell'anello” – afferma Anna Wolter. 

    L’intensa fase di formazione stellare innescata dallo scontro ha indotto la formazione anche di stelle di grande massa, già esplose nel frattempo come supernovae. I resti collassati di queste stelle sono registrabili all’interno dell’anello come buchi neri di 5-20 masse solari, oppure stelle di neutroni con masse di poco superiore a quella solare.

    Questi oggetti compatti sono stati evidenziati grazie alla radiazione X prodotta dal gas riscaldato per attrito che vortica nei loro dischi di accrescimento generati dal materiale strappato a eventuali stelle compagne.

    Giuseppe Donatiello

     

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