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    VOYAGER 2 È PROSSIMA A PASSARE L’ELIOPAUSA

    VOYAGER 2 È PROSSIMA A PASSARE L’ELIOPAUSA

    Secondo gli esperti della NASA, è solo questione di pochi mesi e poi anche Voyager 2, dopo la gemella Voyager 1 nel 2013, varcherà la soglia dell’eliosfera, la bolla di particelle cariche emesse dal Sole, per entrare nell’ambiente interstellare.

    Lanciata nel 1977 come la gemella, Voyager 2 è stata l’unica sonda a esplorare tutti i pianeti giganti gassosi in un memorabile Grand Tour, completatosi con il sorvolo del sistema di Nettuno nell’agosto 1989, e consegnando alla storia alcune delle immagini più emozionanti di sempre. 

    Attualmente la sonda si trova a circa 17,7 miliardi di km (118 Unità Astronomiche) e gli strumenti hanno iniziato a registrare un rilevante aumento dei raggi cosmici, in maniera analoga a quanto rilevato da Voyager 1 nel maggio del 2012, circa tre mesi prima dell’accesso nell’eliopausa, la regione in cui l’influenza del campo magnetico solare lascia il posto a quello della Galassia.

    L’aumento del tasso di raggi cosmici è stato interpretato come il segnale che sia in corso l’indebolimento del campo magnetico di origine solare che aveva parzialmente schermato la sonda, rallentando le radiazioni cosmiche, nei suoi 41 anni di viaggio. Ora i controllori di Voyager 2 si aspettano un progressivo aumento dei conteggi.

    L’eliopausa non è sferica, ma avrebbe una forma allungata, con una lunga scia sfumata in direzione opposta al moto solare. È considerata per convenzione già spazio interstellare, ma i confini fisici del Sistema Solare si estendono ben oltre, poiché vi orbita una moltitudine di corpi legati ancora alla gravità della nostra stella, ovvero gli asteroidi appartenenti alla zona interna della Nube di Oort, che si stima arrivare sino a circa 2 anni luce dal Sole.

    Sarà molto interessante monitorare le variazioni dei flussi di particelle, per stabilire con precisione la struttura della zona esterna dell’eliosfera e verificare quanto la sua estensione dipenda dal ciclo del Sole, infatti ci si aspetta che si espanda quando l’attività sia massima. Ma sarà una corsa contro il tempo, perché la disponibilità di energia da parte della sonda è in fase di esaurimento.

    Giuseppe Donatiello

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