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    Una super-terra e un pianeta con densità eccezionale

    Una super-terra e un pianeta con densità eccezionale

    A un quarto di secolo delle prime scoperte, oggi conosciamo circa 4000 esopianeti con le caratteristiche più disparate. I più interessanti sono quelli orbitanti nelle zone abitabili su cui si spera di trovare evidenze spettroscopiche che ne denuncino la presenza di forme di vita, ma sono interessanti anche altri corpi celesti con caratteri talvolta bizzarri. In particolare, in alcuni casi, è l’interazione con la stella ospite a rendere notevoli questi mondi, oppure l’interazione con altri elementi di un sistema.

     

    Se i primi due casi sono stati già largamente documentati in precedenti scoperte, mancavano sinora le prove riconducibili alla collisione tra corpi di un sistema extrasolare. Due recenti scoperte fanno riferimento a tali fenomenologie e hanno visto protagonisti gli strumenti installati sull’isola di La Palma (Canarie), tra cui il nostro Telescopio Nazionale Galileo (TNG) e il Gran Telescopio Canarias (GTC).

    Ed è così che un team di ricercatori dell'Università di Oviedo e l'Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC) ha scoperto e caratterizzato una super-terra in orbita lungo il confine interno della zona abitabile della stella nana rossa K2-286. La stella si trova nella costellazione della Bilancia a 244 anni luce, ha un raggio 0,62 volte quello solare e una temperatura di 3650°C.

    Il team ha analizzato dapprima i dati concernenti i transiti ottenuti dalla missione estesa K2 del telescopio spaziale Kepler, ottenendone di nuovi dal suolo con gli strumenti HARPS-N del TNG e OSIRIS presso il GTC, stabilendo che il nuovo pianeta presenta un raggio di 2,1 volte quello terrestre, un periodo orbitale di 27,36 giorni e una temperatura di equilibrio di 60°C. Tali parametri sono compatibili con la presenza di acqua liquida in superficie, un requisito necessario per lo sviluppo della vita come lo conosciamo.

    Se una nuova super-terra è da considerarsi una notizia abbastanza ordinaria, di assoluta novità è invece la scoperta nel sistema di Kepler 107, una stella leggermente più grande del Sole. Si tratta di quattro pianeti, ma sono i due più interni ad aver attratto l’attenzione degli specialisti. Anche in questo caso, utilizzando i dati di Kepler e del TNG, un team ha determinato i parametri della stella e ha misurato i raggi e le masse dei pianeti. Sebbene i due più interni abbiano raggi simili, le loro masse sono risultate molto diverse, con uno tre volte più denso dell’altro.

    La densità del pianeta Kepler 107c è più del doppio di quella terrestre ed è questo parametro ad aver incuriosito i ricercatori e suggerisce la presenza di un grande nucleo metallico. È stata avanzata l'ipotesi che Kepler 107c si sia formato come il risultato di un grande impatto che deve aver strappato via i suoi strati esterni, lasciando così il nucleo centrale metallico (Figura).

    “Abbiamo bisogno di conoscere la stella per capire meglio i pianeti che sono in orbita attorno ad essa', dice Savita Mathur, ricercatrice presso l'IAC di Tenerife, e uno degli autori dello studio. 'Abbiamo compiuto un'analisi sismica per stimare i parametri della stella che ospita il pianeta. L'astrosismologia gioca un ruolo chiave nel campo degli esopianeti, perché è stato dimostrato che è uno dei metodi migliori per una precisa caratterizzazione delle stelle'. L’astrosismologia è diventata uno dei metodi più importanti per caratterizzare le stelle, e lo sarà di più grazie alle missioni spaziali TESS (NASA) e PLATO (ESA).

    Giuseppe Donatiello

     

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