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    TITANO MESSO A NUDO DALLA SONDA CASSINI

    TITANO MESSO A NUDO DALLA SONDA CASSINI

    Osservare con strumenti ottici Titano, la luna più grande del sistema di Saturno, non dà risultati soddisfacenti: la spessa atmosfera nasconde la superficie della luna, mostrandoci una palla giallastra uniforme, priva di dettagli.

    Grazie alla missione Cassini-Huygens e al suo strumento infrarosso VIMS (Visual and Infrared Mapping Spectrometer), abbiamo potuto gettare uno sguardo attraverso l’atmosfera che avvolge uno degli oggetti più interessanti e misteriosi del Sistema Solare, le cui dimensioni superano quelle del pianeta Mercurio.

    La sonda Cassini ha studiato per oltre un decennio, fino a settembre 2017, i diversi fenomeni che caratterizzano Saturno, i suoi anelli e i suoi satelliti naturali. Titano è stato osservato in lungo e in largo, durante 127 sorvoli della sonda, ma solo grazie a VIMS è stato possibile completare i dati raccolti sull’atmosfera dal lander Huygens durante la sua discesa sulla superficie.

    In questo mosaico pubblicato recentemente (Figura), vediamo le numerose caratteristiche catturate dal VIMS che rendono così speciale questo satellite. La mappe sono state create combinando i dati delle osservazioni fatte con condizioni di luce di volta in volta diverse nel corso della missione. Questa sequenza di immagini ci regala la migliore rappresentazione oggi disponibile della superficie di Titano.

    I colori (codificati) rivelano le varietà dei materiali presenti sulla superficie della luna. Si possono riconoscere le distese di dune equatoriali grazie a un uniforme color marrone, mentre i colori bluastri e viola indicano materiali arricchiti da depositi di ghiaccio d’acqua. Nelle zone polari (non riportate in queste immagini) si vedono i contorni dei mari di etano e metano liquidi rivelati dalle immagini radar di un altro strumento della sonda Cassini (fonte: Media-INAF).

    Piero Stroppa

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