Astronews a cura di Massimiliano Razzano

Fino al 13/11/2017 a cura di Piero Bianucci, fino al 20/01/2018 a cura di Luigi Bignami

  • 22/02/2019 - IL GETTO RELATIVISTICO DELLA SORGENTE GW170817
  • 15/02/2019 - MOLECOLE ORGANICHE COMPLESSE DALLA LINEA DELLA NEVE
  • 15/02/2019 - Un vicino fiume di stelle
  • 10/02/2019 - BOLLE DI STELLE NUOVE FIAMMANTI

    BOLLE DI STELLE NUOVE FIAMMANTI

    BOLLE DI STELLE NUOVE FIAMMANTI

    Questa nebulosa luccicante di stelle in formazione (Figura) è stata ripresa dallo strumento MUSE (Multi Unit Spectroscopic Explorer), installato sul Very Large Telescope dell’ESO in Cile.

    La nebulosa, nota come N180B, è una regione HII della Grande Nube di Magellano (LMC), galassia satellite della Via Lattea visibile solo dall’emisfero australe. La LMC Possiede solo un braccio a spirale, che però appare quasi di fronte, permettendoci di ispezionare facilmente nebulose come N180B.

    Le regioni HII sono nubi interstellari di idrogeno ionizzato in cui sono immerse numerose stelle massicce appena formate, responsabili della ionizzazione del gas circostante, che produce effetti spettacolari. La forma distintiva di N180B è costituita da una gigantesca bolla di idrogeno ionizzato, circondata da quattro bolle più piccole.

    All’interno di questa nube luminescente, MUSE ha individuato un getto emesso da una grande stella nascente, che possiede massa pari a 12 volte quella solare. È la prima volta che si osserva un getto di questo tipo in luce visibile al di fuori della Via Lattea. E con una lunghezza di circa 33 anni luce, è uno dei getti di questo genere più lunghi mai osservati. Il fascio è altamente collimato : nell’allontanarsi dalla stella, si allarga appena. Getti come questo sono associati ai dischi di accrescimento della stella e possono far luce su come le stelle nascenti raccolgono materia.

    MUSE è stato migliorato con l’aggiunta dell’Adaptive Optics Facility (AOF), un sistema di “ottica adattiva”, attraverso il quale i telescopi dell’ESO compensano gli effetti di sfocatura causati dall’atmosfera, trasformando le stelle scintillanti in immagini molto nitide ad alta risoluzione.

    Inaugurato nel 2017 nella modalità a campo largo, il sistema AOF è stato recentemente dotato anche modalità a campo stretto, facendo guadagnare a MUSE una vista acuta quasi come quella del telescopio spaziale Hubble, con la possibilità di esplorare l’Universo in modo più dettagliato che mai (Fonte: Media-INAF).

    Piero Stroppa

  • 10/02/2019 - TITANO MESSO A NUDO DALLA SONDA CASSINI
  • 05/02/2019 - Una super-terra e un pianeta con densità eccezionale
  • 02/02/2019 - LE MOLECOLE DI GLICOLONITRILE NELLO SPAZIO
  • 30/01/2019 - UN QUASAR DA RECORD AI CONFINI DELL’UNIVERSO
  • 28/01/2019 - UN EMBRIONE DI MONDO ALIENO
  • 28/01/2019 - IN RICORDO DI GIANCARLO SETTE
Ricerca
  • Le Stelle
    187
  • Nuovo Orione
    321
  • Libri