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    L'antica 'palla di neve' si sciolse in un lampo

    L'antica 'palla di neve' si sciolse in un lampo

    Sino a non molto tempo fa, conoscevamo nel dettaglio soltanto l’ultimo mezzo miliardo di anni concernenti la storia geologica della Terra. Tuttavia, tale intervallo rappresenta appena un ottavo dell’intera storia del pianeta, formatisi circa 4,65 miliardi di anni fa. Soltanto in anni recenti sono state acquisite informazioni su quello che era sostanzialmente un periodo buio, tracciato appena a grandi linee, in cui sono stati identificati eventi tutt’altro che trascurabili sul fronte geologico ed evolutivo.

     Tra gli eventi più sconvolgenti di cui i geologi hanno trovato prova, almeno dagli anni '90, figurano i due periodi in cui la Terra è stata quasi del tutto ricoperta dai ghiacci, vale a dire i cosiddetti periodi “Palla di Neve”. L’estensione e la rapidità con cui la Terra si sia trasformata in un mondo completamente ghiacciato, sono stati a lungo un mistero. Adesso però gli scienziati hanno scoperto che almeno l’ultimo di questi due episodi, iniziato circa 717 milioni di anni fa, è terminato in un lampo, geologicamente parlando, intorno a 635 milioni di anni fa.

    La prova di tale immane glaciazione sono le rocce, chiamate diamictiti, costituenti enormi massi trasportati a grandi distanze dai ghiacciai che occupavano le terre del supercontinente Rodinia. Sepolte appena sotto quelle rocce glaciali, si rinvengono strati più vecchi di rocce carbonatiche, formatesi in mari poco profondi e caldi, grazie all’azione di minuscoli organismi microbici che vi prosperavano. L’assenza di un passaggio graduale fa propendere che quella drammatica trasformazione sia avvenuta celermente. Quanto velocemente non è ancora dato sapere, ma deve essere avvenuto in tempi piuttosto brevi su scala geologica. Si ritiene che una tale rapida espansione sia avvenuta grazie al cosiddetto ciclo di feedback albedo del ghiaccio. All'interno di tale ciclo, il ghiaccio polare riflette la luce solare, provocando un calo progressivo delle temperature atmosferiche. Le temperature più basse, a loro volta, causano altra formazione di ghiaccio a latitudini inferiori e il nuovo ghiaccio riflette ancora più radiazione nello spazio. Secondo i modelli, il processo diventa a cascata, provocando una glaciazione globale “palla di neve”, quando si supera la latitudine di 30° in entrambi gli emisferi.

    Il ghiaccio depositatosi in milioni di anni, si è sciolto in non più di un milione di anni, secondo Shuhai Xiao, paleobiologo della Virginia Polytechnic Institute e della State University di Blacksburg, tra gli autori dello studio. Meno di un milione di anni sono un niente su scala geologica, questo vuol dire che a provocare lo scioglimento che avrebbe spalancato le porte all’evoluzione, deve essere stato un evento di svolta globale e improvviso. Anche se il team non sa per certo che cosa l'abbia provocato, il diossido di carbonio emesso dagli antichi vulcani potrebbe aver innescato un enorme effetto serra con conseguente aumento delle temperature, innescando lo scongelamento globale. Vale la pena specificare che, senza un naturale effetto serra, il nostro pianeta esibirebbe temperature medie globali ben sotto lo zero Celsius, nonostante la sua orbita sia nella Zona Abitabile del Sole.

    Per stabilire i tempi di scongelamento, Xiao e colleghi hanno datato le rocce vulcaniche rinvenute nella provincia cinese dello Yunnan meridionale. Questi strati sono sotto un tipo di roccia ricco di calcare e dolomite che si son formate durante la fase di transizione in risposta ai maggiori livelli di anidride carbonica nell'atmosfera. Usando tecniche di datazione radiometrica, il team ha quindi scoperto che le rocce erano databili a 634,6 milioni di anni e formatesi in circa 880.000. Tale risultato è stato confrontato con quello di uno studio analogo, svolto nel 2005 da un altro gruppo, nella provincia cinese di Guizhou. Quei campioni restituivano datazioni rispettivamente di 635,2 milioni di anni, e un tempo di deposizione pari a circa 570.000 anni. In altri termini, pur con qualche incertezza, le due misure erano abbastanza concordanti e precise da collocare con maggiore precisione l’evento nella Storia Geologica, nonché compatibili e convergenti per un tempo di scongelamento inferiore al milione di anni.

    Tuttavia, poiché i due nuovi campioni provengono solo dalla Cina meridionale, non sono rappresentativi di uno scenario globale, afferma Carol Dehler, geologa dell’Utah State University di Logan. Per fare ciò, i geologi dovrebbero trovare rocce simili e coeve in altre parti del mondo. La cosa è tutt’altro che facile perché le rocce antiche sono veramente rare da rinvenire a causa dell’attività tettonica che ringiovanisce la crosta, ma i ricercatori sono fiduciosi. Nel frattempo, capire l’origine di queste antiche glaciazioni globali, potrebbe aiutare gli scienziati a comprendere meglio il cambiamento climatico attuale.

    Giuseppe Donatiello

     

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