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    ASTEROIDI PERICOLOSI: AVVERTIRE PER TEMPO SI PUO'!

    ASTEROIDI PERICOLOSI: AVVERTIRE PER TEMPO SI PUO'!

    Astronomi dell’Università delle Hawaii hanno potuto dimostrare, per la prima volta, che con i loro strumenti automatici per survey ATLAS e Pan-STARRS (entrambi finanziati dalla NASA) sia possibile intercettare meteoroidi pericolosi con sufficiente anticipo per allertare la popolazione dalla zona d’impatto.

    I due sistemi hanno identificato un piccolo asteroide di circa 4 m, designato 2019MO, prima che entrasse in atmosfera la mattina dello scorso 22 giugno 2019 sopra Puerto Rico. L’oggetto era stato osservato da ATLAS Maunaloa subito dopo la mezzanotte del 22, quando era a circa 500 mila km dalla Terra.

    Il sistema automatico di rilevamento e valutazione d’impatto Scout aveva considerato come modesta la possibilità di collisione. Ciononostante, Davide Farnocchia (JPL-NASA) ha notato una possibile correlazione tra l’asteroide e un rilevamento di infrasuoni atmosferici sopra Puerto Rico circa 12 ore dopo, da parte di una stazione alle Bermuda della Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty Organization (l'ente che controlla il rispetto del bando degli esperimenti nucleari in atmosfera), chiedendo ai colleghi di segnalare eventuali altre osservazioni di 2019MO.

    La stessa notte era operativo anche il telescopio Pan-STARRS 2 (PS2) su Haleakala e aveva inquadrato la regione di cielo in cui si sarebbe dovuto trovare l’asteroide circa due ore prima, permettendo a Robert Weryk e Mark Huber (Institute for Astronomy) e Marco Micheli (ESA) di ritrovare l’oggetto.

    Grazie a queste osservazioni aggiuntive, è stata meglio definita la sua traiettoria, permettendo al software Scout di classificare come probabile l’impatto dell’oggetto con il nostro pianeta. Ciò ha permesso di correlare con certezza l’evento registrato sopra Puerto Rico con 2019 MO. Incrociando i dati astronomici con quelli radar del servizio meteorologico portoricano, si è potuto inoltre individuare il punto esatto di entrata, posto sopra l’oceano a 380 km a largo di San Juan.

    ATLAS consiste di due strumenti posti a circa 160 km di distanza, rispettivamente sulle isole Mauna Loa e Haleakala, ed è in grado di scansionare l’intera volta celeste locale ogni due notti. Oggetti di alcuni metri, inoffensivi perché destinati a consumarsi completamente durante il percorso atmosferico, possono essere rilevati appena mezzora prima, ma asteroidi più pericolosi – come quello di circa 20 m che esplose sopra Chelyabinsk nel 2013 - anche alcuni giorni prima del possibile impatto, permettendo così di evacuare la popolazione dalle zone interessate.

    In Figura, mappa della traiettoria prevista per l'asteroide 2019MO; nell’inserto, immagine dell’impatto ripresa nell’infrarosso dal satellite meteorologico GOES-16 della NOAA. L'energia dell'esplosione è stata valutata tra 3 e 5 kiloton TNT (per confronto, la bomba di Hiroshima aveva una potenza di 15 kiloton). Entrando in atmosfera, la roccia spaziale si è frammentata in almeno tre pezzi, che insieme ad altri minori si trovano ora sul fondo dei Caraibi e sono quindi impossibili da recuperare.

    Giuseppe Donatiello

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