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    L’ESTINZIONE DEI DINOSAURI: FU ANCHE UN PROBLEMA DI ZOLFO

    L’ESTINZIONE DEI DINOSAURI: FU ANCHE UN PROBLEMA DI ZOLFO

    L’ESTINZIONE DEI DINOSAURI: FU ANCHE UN PROBLEMA DI ZOLFO

    Un gruppo di ricercatori guidati da Sean Gulick ha presentato uno studio geologico riguardante il cratere di 180 km di diametro attribuito all’asteroide associato all’estinzione dei dinosauri, avvenuta circa 66 milioni di anni fa.

    Lo studio ha rivelato la presenza di conglomerati attribuibili a depositi prodotti da tsunami riversati dentro il cratere. Tutto questo materiale sarebbe stato trasportato dal reflusso delle acque che hanno riempito la cavità poche ore dopo la collisione ed è ben rappresentativo dell’enorme catastrofe causata dall’asteroide di circa 10 km che cadde nello Yucatan.

    Tuttavia, in quel miscuglio di rocce, carbone e resti pietrificati, non si ritrovano i minerali ricchi di zolfo che invece abbondano nelle aree circostanti il cratere e di cui certamente erano ricche le rocce su cui si schiantò l’asteroide con l’energia di 10 miliardi di bombe atomiche.

    Lo zolfo è un elemento che crea un raffreddamento se immesso in atmosfera, e durante l'Evento K/T (Cretaceo/Terziario) ne fu vaporizzata una quantità 10 mila volte maggiore di quella prodotta dall'eruzione del Krakatoa del 1883, che indusse un raffreddamento planetario per alcuni anni di 5,5°C.

    Sappiamo che eventi simili per potenza al K/T non produssero effetti di rilievo sulla biosfera, quindi una collisione da sola non può essere invocata come agente scatenante di un'estinzione in massa, perciò deve essere stato proprio lo zolfo a fare la differenza. In sostanza, l'asteroide si abbatté nel posto peggiore che poteva, provocando l'evaporazione di enormi quantità di zolfo che avvolsero l'intera atmosfera alla fine del Mesozoico, raffreddando il clima.

    Secondo gli studiosi, a innescare la grande estinzione, più che gli effetti diretti della collisione, fu quindi il clima gelido conseguente a un forte, repentino e prolungato raffreddamento. O più probabilmente entrambi gli agenti. In Figura, una rappresentazione artistica dell’eventodi Donald E. Davis (NASA).

    Giuseppe Donatiello

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