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  • 08/10/2019 - I NOBEL ASTRONOMICI DEL 2019

    I NOBEL ASTRONOMICI DEL 2019

    I NOBEL ASTRONOMICI DEL 2019

    Il Premio Nobel per la Fisica 2019 è stato assegnato a tre studiosi dell’Universo, che hanno contribuito a ridimensionare il posto dell’uomo nel cosmo (Figura).

    Al cosmologo canadese James Peebles (84 anni) è stato assegnato il premio per “le scoperte teoriche nella cosmologia fisica”. Si tratta di studi iniziati negli Anni 60 del secolo scorso e che hanno permesso l’evoluzione della cosmologia da scienza speculativa a scienza sperimentale. Le sue intuizioni hanno contribuito alla elaborazione del modello attuale, che descrive l’Universo nato circa 14 miliardi di anni fa con il Big Bang e che comprende, oltre alla materia e alla radiazione ordinaria, anche la materia oscura e la energia oscura.

    Gli altri due vincitori, gli svizzeri Michel Mayor (77 anni) e Didier Queloz (53 anni), sono i planetologi che nel 1995 annunciarono la prima scoperta di un pianeta al di fuori del Sistema Solare: l’esopianeta 51 Pegasi b, una palla gassosa paragonabile al nostro Giove.

    La loro “scoperta di un esopianeta intorno a una stella simile al Sole” ha dato il via a una rivoluzione ancora in corso: da allora sono stati trovati oltre 4000 esopianeti, e questo numero è in continua ascesa. Vengono scoperti in continuazione nuovi mondi con un’incredibile varietà di dimensioni, forme e orbite. Mondi che sfidano le nostre convinzioni e che stanno costringendo gli scienziati a rivedere le teorie sui processi fisici che danno stanno origine ai pianeti.

    E chissà se, grazie ai numerosi progetti in corso per la ricerca di nuovi esopianeti, potremo finalmente trovare una risposta alla storica domanda se ci siano altre forme di vita nell’Universo.

    “Un risultato grandioso, che testimonia l’importanza dell’astrofisica moderna e il suo valore strategico per il futuro dell’umanità”, ha commentato il presidente dell’INAF Nichi D’Amico. “Si tratta di temi in cui i ricercatori italiani sono in prima linea. Lo studio degli esopianeti e la ricerca di tracce di vita in altri mondi vede tra i protagonisti i nostri scienziati che lavorano con telescopi come il Telescopio Nazionale Galileo, il Large Binocular Telescope e, in futuro, l’Extremely Large Telescope. L’Italia è coinvolta in importanti missioni spaziali progettate per lo studio degli esopianeti, come Ariel, Cheops e Plato. E con la prossima missione Euclid potremo dare risposte su quel 95% dell’Universo che ancora non conosciamo” (Fonte: Media-INAF).

    Piero Stroppa

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