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  • 22/02/2018 - Supernova da record: è la più distante di sempre

    Supernova da record: è la più distante di sempre

    Supernova da record: è la più distante di sempre

    La sua luce ci ha impiegato quasi 11 miliardi di anni ad arrivare fino a noi. Un tempo da record che ci fa intuire l’enorme distanza che ci separa da DES16C2nm, una supernova super luminosa scoperta nell'agosto del 2016 da un team internazionale di astronomi. Questa spaventosa esplosione è stata infatti trovata nell’ambito della Dark Energy Survey, un progetto internazionale dedicato all’osservazione di centinaia di milioni di galassie con lo scopo di mapparne la posizione e studiare l’espansione accelerata dell’Universo ad opera della misteriosa energia oscura. Si tratta della più lontana supernova mai osservata, ma le sorprese non finiscono qui. Infatti DES16C2nm il tipo più raro e brillante di supernovae, dette super luminose. Come discusso su “The Astrophysical Journal”, questa supernova da record ci aiuterà non solo a capire l’evoluzione stellare ma a studiare meglio il destino dell’Universo.

    Questo genere di supernovae sono decine di volte più brillanti delle supernovae di tipo Ia, utilizzate come “candele standard” per determinare le distanze delle galassie più remote. Avere a disposizione un campione di supernovae super luminose ci potrebbe così permettere di spingere il nostro sguardo più lontano e misurare distanze ancora maggiori. Ma per poterle utilizzare correttamente come candele standard è importante capire il meccanismo che genera queste violente esplosioni. Osservare la luce prodotta da questa supernova è fondamentale, come ricorda il coordinatore del lavoro, Matthew Smith dell’Università di Southhampton, in quanto la luce “ci informa della quantità di metalli prodotti nell’esplosione e della temperatura dell’esplosione stessa, che sono entrambe fondamentali per capire che cosa causa e governa queste esplosioni cosmiche”. Alla base di queste supernovae ci sarebbe la formazione di una magnetar, cioè una stella di neutroni con un fortissimo campo magnetico, che gioca un ruolo cruciale nell’aumento di luminosità osservato. Un fenomeno molto raro, dal momento che l’ultima supernova come DES16C2nm è stata vista circa dieci anni fa. Ma in queste rare e brillanti esplosioni cosmiche potrebbe nascondersi un nuovo potente strumento per indagare l’Universo che ci circonda.

    MR

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    Articolo originale

    Nell’immagine: La regione di cielo prima e dopo l’esplosione di DES16C2nm (Mathew Smith e collaborazione DES)

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