Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 25/08/2016 - Terra-bis intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina: ridimensionate le speranze di ...

    Terra-bis intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina: ridimensionate le speranze di abitabilità

    Terra-bis intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina: ridimensionate le speranze di abitabilità

     

     

    “Nature” annuncia ufficialmente oggi 25 agosto 2016 la scoperta di un pianeta roccioso intorno a Proxima Centauri, la stella in assoluto più vicina a noi, appartenente al sistema triplo di Alpha Centauri a 4,3 anni luce da noi. La scoperta è avvenuta all’Osservatorio australe europeo (Eso). Rispetto alle indiscrezioni filtrate nei giorni precedenti si ridimensionano le aspettative sulle conoscenze finora ottenute riguardo a questa interessante Terra-bis, che rimane comunque una scoperta molto importante perché di tratta ovviamente dell’esopianeta più vicino alla Terra, e quindi della meta più raggiungibile quando sarà sviluppata una tecnologia adatta a viaggi interstellari veloci. Non a caso sui pianeti del sistema di Alpha Centauri esiste una vasta letteratura fantascientifica.

    Il pianeta orbita in 11 giorni intorno a Proxima. Si trova quindi molto vicino alla sua stella, il che è positivo perché lo colloca probabilmente nella zona di abitabilità dove l’acqua può esistere allo stato liquido: Proxima, infatti, è una stella nana rossa, con una emissione di energia pari ad appena 7 millesimi di quella irradiata dal Sole. Si lavorerà adesso per stabilire se in pianeta ha una atmosfera e se in essa, come si è ipotizzato, c’è vapore acqueo, metano o anidride carbonica, ma ovviamente si tratta di analisi difficili, che richiederanno molto tempo. Un aspetto da tener presente è che il pianeta, essendo così vicino alla sua stella, probabilmente è stato frenato dalle forze di marea e volge a Proxima sempre lo stesso emisfero: avremmo quindi mezzo pianeta caldo e mezzo pianeta gelido.

    Un altro problema da tener presente è che Proxima è una stella a flare, cioè una stella che periodicamente manifesta dei brillamenti durante i quali emette particelle cariche e raggi X. Se l’emissione fosse molto intensa e il pianeta non avesse un campo magnetico e una atmosfera abbastanza spessa, la radiazione X e le particelle impedirebbero lo sviluppo della vita così come la conosciamo (ma non va dimenticato che sulla Terra il batterio Deinococcus radiodurans – nella foto – sopporta dosi di raggi X 500 volte maggiori della dose che per noi è mortale).

    Sembra che possa esserci anche un secondo pianeta di Proxima con un periodo di rivoluzione compreso tra 100 e 400 giorni ma non ci sono certezze su questo punto.

    Altre informazioni:

    http://www.nature.com/news/earth-sized-planet-around-nearby-star-is-astronomy-dream-come-true-1.20445?WT.ec_id=NATURE-20160825&spMailingID=52137465&spUserID=MjA1NzUzNDU1MQS2&spJobID=984506081&spReportId=OTg0NTA2MDgxS0

     

    https://it.wikipedia.org/wiki/Deinococcus_radiodurans

     

     

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