Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 08/12/2016 - Ritratto dell’universo con materia oscura: pieni e vuoti, la distribuzione è discontinua

    Ritratto dell’universo con materia oscura: pieni e vuoti, la distribuzione è discontinua

    Ritratto dell’universo con materia oscura: pieni e vuoti, la distribuzione è discontinua

     

    Si può vedere la materia oscura? La risposta è: quasi. Avete davanti ai vostri occhi la migliore mappa oggi disponibile della distribuzione della materia oscura nell’universo. Istruzioni per l’uso. Le regioni dense sono in colore chiaro, quelle vuote in colore scuro. L’immagine abbraccia l’universo intero ma quella riprodotta è solo una delle cinque regioni indagate in questa ricerca, il progetto KiDS (Kilo Degree Survey), svolto con il VST Survey Telescope da 2,6 metri dell’Osservatorio australe europeo sul monte Paranal, in Cile.

    La materia oscura, invisibile, è resa con una colorazione rosata, che copre un'area di cielo di circa 420 volte la dimensione della Luna piena. La ricostruzione dell'immagine è stata fatta analizzando la luce raccolta da più di tre milioni di galassie distanti, a oltre 6 miliardi di anni luce da noi. Le immagini delle galassie sono state deformate dall'attrazione gravitazionale della materia oscura mentre la loro luce viaggiava nell'universo. Alcune regioni scure, con margini netti, sono chiaramente identificabili: corrispondono alla posizione di stelle brillanti e altri oggetti vicini, che si interpongono alla nostra osservazione delle galassie più lontane e vengono perciò mascherate nelle mappe poiché non permettono la misura del segnale di lente gravitazionale in queste aree. Si noti come la distribuzione sia discontinua e alterni pieni e vuoti.

    Il telescopio VST, 2,6 metri di apertura e campo di vista di un grado quadrato, è collocato vicino ai quattro telescopi che compongono il Very Large Telescope. VST è il più grande telescopio nel mondo dedicato alle campagne osservative del cielo nella luce visibile. Lo ha progettato e costruito l'INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli nell'ambito di una Joint Venture tra INAF ed ESO.

    Crediti: Kilo-Degree Survey Collaboration/H. Hildebrandt & B. Giblin/ESO

    Altre informazioni nell’articolo originale su “Monthly Notices of the Royale Astronomical Society”:

    https://mnras.oxfordjournals.org/content/early/2016/11/01/mnras.stw2805.abstract?cited-by=yes&legid=mnras;stw2805v1

     

     

     

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