Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 27/05/2017 - “Specchio, specchio delle mie brame”: ma è per lo spazio, non per la fiaba di Biancaneve

    “Specchio, specchio delle mie brame”: ma è per lo spazio, non per la fiaba di Biancaneve

    “Specchio, specchio delle mie brame”: ma è per lo spazio, non per la fiaba di Biancaneve

    È largo 95 centimetri ed è (relativamente) leggerissimo. Ma è incredibilmente resistente sia alle sollecitazioni meccaniche sia agli sbalzi di temperatura. È un tipo di specchio sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per essere utilizzato a bordo di satelliti scientifici. La sua efficienza è stata messa alla prova nella camera termica e a vuoto pneumatico (foto) della AMOS, Advanced Mechanical and Optical Systems, una azienda che si trova in Belgio, specializzata in strumentazione astronomica. Lo specchio, destinato all’uso spaziale, è in silicato di carbonio, un materiale particolare, una ceramica costituita, appunto, da silicio e carbonio, due elementi chimicamente tetravalenti e leggeri.

     

    Nella camera termica a vuoto lo specchio è stato portato a 150 °C sotto zero e si potuto constatare che è le distorsioni dovute all’escursione termica sono minime. Il test ottico-meccanico di questo specchio da 95 centimetri composto da tre “petali” che si riuniscono dopo il lancio nello spazio è stato quindi perfettamente superato.

     

    Il composto di silicio e carbonio non è una novità: è stato sintetizzato per la prima volta nel 1893 nel corso di tentativi per produrre diamanti artificiali e lo si usa già per fabbricare utensili, giubbotti anti-proiettile e gioielli. Il progetto dei diamanti artificiali fallì, ma oggi quel materiale risulta utilissimo nella tecnologia spaziale grazie alle sue caratteristiche di leggerezza, resistenza, durezza, rigidità e insensibilità agli sbalzi termici. Il composto di silicio e carbonio è già stato usato con successo dall’Esa per lo specchio del telescopio spaziale infrarosso “Herschel”, che pesava un terzo dello specchio di “Hubble” pur avendo un diametro di 3,5 metri contro 2,4. Minuscoli granelli di silicio e carbonio sono stati trovati dentro le meteoriti: la natura come al solito precede la tecnologia.

     

    Altre informazioni:

    http://www.esa.int/spaceinimages/Images/2017/05/Silicon_carbide_mirror_subjected_to_thermal_vacuum_testing

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