Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 27/05/2016 - Nature”: per 1 scienziato su 2 la “riproducibilità” degli esperimenti è in crisi. Vale ...

    Nature”: per 1 scienziato su 2 la “riproducibilità” degli esperimenti è in crisi. Vale anche in astrofisica?

    Nature”: per 1 scienziato su 2 la “riproducibilità” degli esperimenti è in crisi. Vale anche in astrofisica?

     

    Da quando con Galileo Galilei il metodo scientifico è diventato la carta costituzionale della ricerca, la ripetibilità degli esperimenti da parte di studiosi indipendenti è il pilastro su cui si fonda la scienza. L’esempio classico della ripetibilità è la caduta dei gravi descritta da Galileo e matematicamente sistemata da Newton. Ma che cosa è veramente ripetibile nella scienza contemporanea? Non c’è una crisi della riproducibilità? Questa domanda cruciale è al centro di un articolo di Monya Baker pubblicato il 26 maggio su “Nature”. Su 1576 scienziati intervistati, più del 70 per cento dice di avere difficoltà nel riprodurre risultati di altri ricercatori. Più di uno scienziato su due (52%) ritiene che la riproducibilità stia attraversando una “crisi significativa”, il 38% una crisi lieve o parziale, il 7% afferma che non c’è crisi, il 3% non sa rispondere. Il campione di “Nature” comprende 703 biologi, 106 chimici, 95 scienziati della Terra e dell’ambiente, 203 medici, 236 fisici e ingegneri, 233 ricercatori di altre discipline. Gli studi meno riproducibili (e più frequentemente truccati) sono quelli di oncologia.

    Che dire dell’astrofisica? Delle onde gravitazionali c’è finora una sola osservazione, esperimenti su fenomeni presumibilmente rarissimi relativi alla materia oscura danno risultati diversi in laboratori diversi, teorie della gravità quantistica come quella delle stringhe e della gravità a loop sono lontanissime da possibili prove sperimentali, oggetti estremi ai confini dell’universo sono riservati a pochi super-telescopi, la stessa particella di Higgs è alla portata soltanto di LHC, il Large Hadron Collider del Cern. Più o meno direttamente, l’articolo di “Nature” chiama in causa anche la ricerca sul cosmo.

    Altre informazioni:

     

    http://www.nature.com/news/1-500-scientists-lift-the-lid-on-reproducibility-1.19970?spUserID=MjA1NzUzNDU1MQS2&spJobID=923132954&WT.ec_id=NATURE-20160526&spReportId=OTIzMTMyOTU0S0&spMailingID=51458273

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