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  • 21/09/2018 - HD 26965B: TROVATO IL PIANETA DEL SIG. SPOCK

    HD 26965B: TROVATO IL PIANETA DEL SIG. SPOCK

    HD 26965B: TROVATO IL PIANETA DEL SIG. SPOCK

    Usando il freddo nome di catalogo HD 26965 la stella in questione parrebbe alquanto comune senza nulla di speciale, invece è sufficiente usare le altre denominazioni per conferirle immediatamente più di un motivo dì interesse. Adottando, infatti, la denominazione 40 Eridani, oppure il nome Keid, si evoca immediatamente una delle pagine più belle della ricerca astronomica poiché, circa un secolo fa, questa stella a 16 anni luce (5 pc) fece molto scalpore.

     

    40 Eri non è una stella singola ma un sistema triplo veramente affascinante. In particolare la componente B fu classificata come stella di tipo A da Williamina Fleming , una delle donne che lavoravano all'Osservatorio dell’Harvard College . Fleming aveva ideato un criterio per classificare le stelle in base alla quantità relativa d’idrogeno nei loro spettri, criterio poi migliorato da Annie Jump Cannon ed è tuttora ancora in uso. Nello specifico, il tipo A compete a stelle di grande massa e luminose ma 40 Eridani B appariva troppo debole per essere una tipica stella di quella classe. Fu chiaro che queste stelle erano intrinsecamente piccole e manifestavano temperature elevate nelle loro atmosfere. Per via di tale anomalia a esse, Willem Luyten, nel lontano 1922, attribuì la denominazione di nane bianche. Dopo si capì che le nane bianche erano quanto rimanesse di una stella che aveva esaurito le reazioni nucleari e, dopo essersi spogliata degli strati esterni, esibiva un nucleo ormai inerte, destinato a raffreddarsi. Pur essendo il prototipo della classe, la componente B, di 0,565 masse solari, ha mostrato varie anomalie ancora non del tutto chiarite.

    Un tempo la componente B è stata la stella principale del sistema triplo ed è stata più luminosa dell’attuale componente A, ma in un tempo non molto lontano e per qualche decina di migliaia di anni, lì c’è stata pure una nebulosa planetaria generata dal gas rilasciato, durante la fase di gigante rossa, dalla progenitrice di 40 Eri B. Se già la componente B basta a conferire grande interesse al sistema, dobbiamo anche ricordare che la componente C è una nana rossa di classe M4, vale a dire una stella di piccola massa molto longeva. Pure 40 Eri C non è comunque una comune nana rossa perché spesso emette dei guizzi di luce in seguito a potenti eruzioni di massa coronale (CME). Tali stelle sono denominate nane rosse a flare.

    Se il sistema di 40 Eridani è importate per l’astrofisica, tra gli appassionati di fantascienza evoca immediatamente Vulcano, il presunto pianeta nativo del signor Spock nella saga Star Trek. In verità, in nessun episodio della serie e dei film è specificato quale stella del sistema orbiti Vulcano, ma a dirlo fu proprio il creatore della serie, Gene Roddenberry insieme a tre astronomi dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, nel Massachusetts, che in una lettera inviata alla rivista Sky&Telescope,nel 1991, dichiarano che la stella più promettente fosse la A. Non è certamente una novità che la fantasia anticipi la realtà e Star Trek ha pronosticato molte cose adesso d’uso comune, ad eccezione del teletrasporto. Tra le varie, adesso dobbiamo anche aggiungere che un pianeta c’è davvero in orbita intorno alla componente A ed è stato trovato da un gruppo di astronomi operanti nella Dharma Planet Survey, dedicata alla ricerca di pianeti rocciosi attorno a stelle luminose vicine, ed è stato annunciato con un articolo pubblicato su MNRAS [Bo Ma et al., 2018].

    Designato HD 26965b, il nuovo mondo alieno è di 8,47 masse terrestri  e impiega appena 42,4 giorni per completare una rivoluzione intorno alla componente A del sistema. La stella è di classe K, con massa e raggio rispettivamente di 0,78 e 0,87 volte il Sole, ed ha un’età stimata di quasi 7 miliardi di anni nonché povera di metalli. Con una massa minima di 8,47 volte quella terrestre, l'HD 26965b probabilmente possiede un'atmosfera gassosa ed è stato trovato usando il metodo della velocità radiale. Con una gravità molto più alta di quella terrestre e una temperatura piuttosto elevata per via della vicinanza alla sua stella ospite, è improbabile che questa nuova super-terra sia accogliente per la vita.

    Giuseppe Donatiello

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