Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 02/06/2016 - Confermata nuova teoria sull’origine primordiale delle grandi galassie ellittiche

    Confermata nuova teoria sull’origine primordiale delle grandi galassie ellittiche

    Confermata nuova teoria sull’origine primordiale delle grandi galassie ellittiche

     

     

    Le grandi galassie ellittiche (foto) non si sono formate aggregando galassie a spirale più piccole ma sono nate in tempi primordiali con una struttura già simile a quella che osserviamo. L’ipotesi dell’aggregazione è la teoria tuttora largamente accettata, ma incontra parecchie difficoltà nello spiegare le osservazioni. La teoria della formazione primordiale delle grandi galassie ellittiche è recente. Uno studio della SISSA, Scuola Internazionale Superiore Studi Avanzati (Trieste) pubblicato su “The Astrophysical Journal” la conferma sulla base di dati raccolti con il telescopio spaziale europeo “Herschel” nell’infrarosso e con il telescopio spaziale “Hubble” nell’ultravioletto. La coautrice del lavoro – Claudia Mancuso, sotto la supervisione di Andrea Lapi e Luigi Danese – ha ricostruito l’evoluzione delle galassie ellittiche a partire dalle più vicine e giovani risalendo alle più antiche. Le galassie giganti ellittiche avevano in tempi remoti una abbondantissima produzione di nuove stelle ed erano ricchissime di gas e polveri. Quest’ultima proprietà ne rende difficile lo studio.

    “I nostri risultati – dice Claudia Mancuso – costituiranno un punto di partenza imprescindibile per l'elaborazione della prossima generazione di modelli e simulazioni numeriche, e soprattutto offriranno una base senza precedenti per identificare le galassie primordiali nelle survey di prossima generazione nell' ultravioletto con il futuro telescopio spaziale JWST (James Webb Space Telescope), in banda millimetrica con ALMA (Atacama Large Millimeter Array), e in banda radio con l'interferometro SKA (The Square Kilometre Array)”.

    Nella foto del telescopio spaziale “Hubble”, la galassia ellittica Abell S 740 - ESO 325-G004.

    Altre informazioni:

    http://iopscience.iop.org/article/10.3847/0004-637X/823/2/128

     

     

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