Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 17/08/2016 - LHC (Cern) e IceCube (Polo Sud): nessuna particella esotica e nessun “neutrino sterile”

    LHC (Cern) e IceCube (Polo Sud): nessuna particella esotica e nessun “neutrino sterile”

    LHC (Cern) e IceCube (Polo Sud): nessuna particella esotica e nessun “neutrino sterile”

     

     

    La scienza procede trovando risposte ma anche non trovandole. I team del Large Hadron Collider del Cern di Ginevra hanno tratto le prime conclusioni del periodo di funzionamento all’energia mai raggiunta prima di 13 TeV: benché siano stati visti alcuni segnali che hanno fatto pensare a una nuova particella, forse parente del bosone di Higgs, l’osservazione allo stato attuale non può essere confermata, mentre negativa risulta la ricerca di particelle supersimmetriche o altre particelle esotiche.

    Un discorso simile emerge dal comunicato stampa con cui Francis Halzen, professore all’Università del Wisconsin e principal investigator della collaborazione IceCube Neutrino Observatory in funzione al Polo Sud ha presentato i risultati finora ottenuti, pubblicati l’8 agosto su “Physical Review Letters”: nessuna traccia del “neutrino sterile”, un quarto tipo di neutrino che potrebbe decadere in uno dei tre tipi noti (neutrino elettronico, muonico e tau). Dell’esistenza di questo neutrino si hanno indizi contradditori ottenuti con esperimenti diversi al suolo con reattori (Los Alamos) e nello spazio (se ne vedrebbero segnali nella radiazione di fondo cosmica misurata dal satellite “Planck”). Tuttavia, su 100.000 eventi neutrinici registrati all’Osservatorio IceCube, non si è trovata alcuna conferma dell’esistenza di neutrini sterili. Poiché il neutrino sterile potrebbe contribuire alla comprensione della materia oscura, gli astrofisici non nascondono la loro delusione. Il neutrino sterile non interagirebbe con la materia, ma solo, forse, con la forza di gravità, avendo una massa. IceCube è un rivelatore costituito da oltre 5000 sensori di luce Cherenkov calati in un blocco di ghiaccio antartico fino alla profondità di 2450 metri (disegno). Può rivelare neutrini ad altissima energia da 320 a20 TeV.

    Prosegue intanto la caccia al “neutrino di Majorana”. La teoria del fisico italiano prevede che neutrino e antineutrino siano la stessa particella. Ciò spiegherebbe perché il neutrino abbia una massa e perché nell’universo ci sia molta più materia che antimateria. Nella ricerca del neutrino di Majorana la collaborazione KamLAND-Zen (Giappone) ha raggiunto una sensibilità sei volte superiore a tutti gli esperimenti precedenti (“Physical Review Letters”).

    Altre informazioni:

    http://news.wisc.edu/icecube-search-for-the-sterile-neutrino-draws-a-blank/

     

     

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