Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 10/08/2016 - Ora è dimostrato: le galassie nane crescono divorando galassie ancora più piccole

    Ora è dimostrato: le galassie nane crescono divorando galassie ancora più piccole

    Ora è dimostrato: le galassie nane crescono divorando galassie ancora più piccole

     

    Sappiamo che i pesci grossi mangiano i pesci piccoli e che i pesci piccoli mangiano i pesci piccolissimi. Da tempo sappiamo anche che le galassie più massicce talvolta inglobano quelle meno massicce. M31 in Andromeda, per esempio, ha probabilmente incorporato una galassia minore, e in un giorno lontano forse si fonderà con la nostra perché si sta avvicinando a noi. Ora per la prima volta c’è la dimostrazione che, proprio come nel caso dei pesci, anche le galassie piccole si accrescono catturandone altre ancora più piccole. DDO68 è una galassia nana a 39 milioni di anni luce da noi con una massa di 100 milioni di Soli, cioè appena un millesimo della nostra Via Lattea. Eppure un team guidato da Francesca Annibali dell’Inaf di Bologna è riuscito ad accertare che sta fagocitando altre piccolissime galassie nei suoi dintorni. Lo rivela una “coda” che sembra uscire dalla galassia nana. Questa osservazione è importante perché porta un nuovo tassello alle nostre conoscenze sulla formazione ed evoluzione delle galassie.

    Il sospetto che DDO68 stesse cannibalizzando le sue minuscole compagne era venuto studiando fotografie riprese con il telescopio spaziale “Hubble”. Il potere di risoluzione però non era sufficiente per accertarsi del fenomeno. Francesca Annibali e il suo team hanno allo chiesto tempo di osservazione con il Large Binocular Telescope, uno strumento collocato in Arizona che l’Italia controlla al 25 per cento, costituito da due specchi da 8,4 metri ciascuno. Poiché questi due specchi sono montati in parallelo, lo strumento, oltre a raccogliere molta luce, è anche un potente inteferometro. Ciò ha permesso di confermare l’ipotesi del cannibalismo tra piccole galassie. DDO68 risulta anche essere una galassia particolarmente povera di elementi pesanti, è composta quasi esclusivamente dei due elementi primordiali formatisi nel Big Bang, idrogeno ed elio. Questa proprietà si spiegherebbe con il fatto che la sua modesta gravità non è stata sufficiente a trattenere gli elementi pesanti sparati dalle supernove a gran velocità nello spazio intergalattico.

    Nella foto, la galassia nana DDO 68 ripresa con LBT. La galassia si trova in una zona 'vuota', a circa 39 milioni di anni luce da noi. L'ellisse rossa mostra la posizione di DDO 68 C, un possibile compagno gassoso a una distanza di circa 12.000 anni luce da DDO 68. Crediti: Francesca Annibali/INAF Altre informazioni nell’articolo pubblicato su “The Astrophysical Journal Letters”:

     

    http://iopscience.iop.org/article/10.3847/2041-8205/826/2/L27

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