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  • 07/09/2017 - Su Giove le aurore polari hanno una “logica” inversa rispetto a quella terrestre

    Su Giove le aurore polari hanno una “logica” inversa rispetto a quella terrestre

    Su Giove le aurore polari hanno una “logica” inversa rispetto a quella terrestre

    I meccanismi che generano le aurore polari della Terra e quelli all’origine delle aurore polari di Giove (foto) sono simili ma agiscono in misura alquanto diversa. Lo annuncia un articolo su “Nature” dell’8 settembre sulla base dei dati raccolti dalla sonda della Nasa “Juno”, progettata apposta per la rischiosa osservazione ravvicinata dell’atmosfera di Giove e dei campi magnetici del pianeta gigante.

    Come per primo intuì il fisico norvegese Kristian Birkeland (1867-1917), le aurore polari della Terra sono collegate all’attività del Sole e a produrle sono le particelle cariche (protoni ed elettroni) del vento solare nella loro interazione con l’alta atmosfera terrestre. Le aurore più intense sono dovute all’accelerazione degli elettroni, le più deboli invece derivano dalla dispersione (scattering) degli elettroni che rimangono imprigionati nel campo magnetico del nostro pianeta. Su Giove avviene il contrario: gli elettroni accelerati danno origine alle aurore polari più deboli, mentre quelli intrappolati scatenano le aurore più vistose e spettacolari.

    Fra gli autori dell’articolo su Nature c’è Alberto Adriani dell'INAF IAPS di Roma, principal investigator dello strumento JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper, a bordo di Juno). Sottolinea Adriani: «Dalle osservazioni di Giove fatte dalla Terra, dallo Hubble Space Telescope o in precedenti missioni spaziali sapevamo che le aurore gioviane sono molto più potenti di quelle sulla Terra. Conoscendo la composizione atmosferica di Giove sapevamo anche che l’idrogeno e il catione triatomico di idrogeno H3+ sono i responsabili delle aurore osservabili rispettivamente nell’ultravioletto e nell’infrarosso. Sulla base della conoscenza delle aurore terrestri avevamo anche immaginato quali fossero i fenomeni all’origine di quelle gioviane, ma la missione Juno ci sta dando invece l’opportunità di capire che la realtà sui processi di formazione delle aurore di Giove è molto diversa da ciò che ci aspettavamo».

    Altre informazioni:

    http://www.nature.com/nature/journal/v549/n7670/full/nature23648.html?foxtrotcallback=true

    https://en.wikipedia.org/wiki/Kristian_Birkeland

     

     

     

     

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