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  • 20/08/2017 - Quarant'anni fa partivano le sonde 'Voyager'. Vivono ancora nello spazio interstellare

    Quarant'anni fa partivano le sonde 'Voyager'. Vivono ancora nello spazio interstellare

    Quarant'anni fa partivano le sonde 'Voyager'. Vivono ancora nello spazio interstellare

    Quarant’anni fa, il 20 agosto 1977, partiva la navicella “Voyager 2”, seguita il 5 settembre dalla gemella “Voyager 1”. Il loro scopo, pienamente raggiunto, era l’esplorazione del sistema solare esterno, e in particolare, grazie a un allineamento planetario favorevole a “Voyager 2”, Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Innumerevoli sono le scoperte fatte grazie ai “Voyager”, dalla dinamica atmosferica dei pianeti giganti gassosi a decine di loro satelliti, ai loro sistemi di anelli. Le due sonde sono ancora attive, sia pure a regime ridotto per risparmiare la poca energia residua dei loro tre generatori al plutonio. La potenza elettrica disponibile diminuisce di 4 watt all’anno. Le telecamere non sono più attive ma le due sonde inviano dati sull’eliosfera e sulla sua interazione con il mezzo interstellare. A bordo hanno entrambe una targa progettata da Carl Sagan per trasmettere ad eventuali improbabili alieni che intercettino le navicelle informazioni sulla Terra e sull’umanità.

    Nell’agosto 2012 “Voyager 1”, allontanandosi dal piano dell’eclittica, è diventata la prima sonda che si sia avventurata nello spazio interstellare. Attualmente si trova a 140 unità astronomiche dalla Terra, pari a 21 miliardi di chilometri. “Voyager 2” è a 115 unità astronomiche, cioè a 17 miliardi di chilometri da noi. La Nasa prevede di poter mantenere il contatto fino al 2030, quando anche l’ultimo strumento e la radio dovranno essere spenti. Le navicelle proseguiranno la loro corsa a 48 mila chilometri l’ora senza incontrare nessuna stella per 40-50 mila anni (disegno). 

    E’ inquietante ma anche suggestivo pensare che quasi tutti gli scienziati e i tecnici che hanno preparato e poi seguito la missione dei due “Voyager” sono morti, mentre le loro creature sono ancora “vive” a una enorme distanza dal pianeta di partenza.

    Altre informazioni:

    https://www.jpl.nasa.gov/voyager/news/details.php?article_id=48

     

    https://www.jpl.nasa.gov/voyager/

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