Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 18/10/2016 - Un passo avanti per risolvere il problema della scarsità di litio cosmologico

    Un passo avanti per risolvere il problema della scarsità di litio cosmologico

    Un passo avanti per risolvere il problema della scarsità di litio cosmologico

     

     

    E’ un problema che da quarant’anni disturba il sonno dei cosmologi ma risale ai primi tre minuti dell’universo. Secondo il modello del Big Bang, oltre all’idrogeno e all’elio, in quell’alba cosmica si formò anche del litio: poco, ma tre volte di più di quello che si riesce a osservare. Dato che il modello del Big Bang ha funzionato molto bene tutte le volte che lo si è messo alla prova, la domanda è: come mai nel caso del litio non funziona? Dove è finito il litio che manca all’appello? 

    Un esperimento fatto al CERN di Ginevra con partecipazione italiana dell’Infn ha cercato di rispondere a queste domande. I risultati sono comparsi su “Physical Review Letters”, primo autore è Massimo Barbagallo. I ricercatori del team internazionale (Collaborazione n_TOF) hanno usato per il loro esperimento il berillio-7 (foto) perché è quasi esclusivamente dal suo decadimento che il litio cosmologico dovrebbe essere stato prodotto nella nucleosintesi del Big Bang.

    'Il nostro studio - spiega Barbagallo - ha dimostrato che, nel range d'interesse per la nucleosintesi del Big Bang, la misura fornisce un valore dieci volte inferiore a quanto attualmente utilizzato nei modelli teorici, chiarendo in maniera inequivocabile che questo canale di reazione non è in grado di risolvere il Problema del Litio Cosmologico. Il mistero, quindi, permane. Ma adesso abbiamo aggiunto un tassello in più nel puzzle del litio. La soluzione va dunque cercata in scenari alternativi'. Secondo alcuni modelli, il problema del litio cosmologico potrebbe anche essere un segnale di fisica che va oltre il Modello Standard.

    Del litio non cosmologico si è occupato il 27 settembre sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” un team diretto dall’astrofisico dell’Inaf Paolo Molaro, che ha trovato una grande quantità di berillio-7 nel materiale espulso dalla Nova Sagittarii n. 2 scoperta dall’astrofilo John Seach il 15 marzo 2015. Secondo questa ricerca le novae sono efficientissime fabbriche di litio. “Le novae – dice Molaro – sono probabilmente la sorgente di tutto il litio oltre a quello formatosi nel Big Bang - circa il 25 % - e quello trascurabile prodotto da processi di frammentazione dovuti ai raggi cosmici nel mezzo interstellare.» L’abstract dell’articolo su “Physical Review Letters”:

    http://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.117.152701

     

     

  • 17/10/2016 - Asgardia, prima nazione spaziale: ecco il sito dove se ne può prendere la cittadinanza
  • 16/10/2016 - Morto Churyumov, l’astronomo che scoprì la cometa esplorata dalla sonda “Rosetta”. Aveva 79 ...
  • 15/10/2016 - Il 19 ottobre tutti in streaming: con “Schiaparelli” per la prima volta l’Europa sbarca su ...
  • 15/10/2016 - L’universo osservabile contiene 10 volte più galassie di quanto si pensava: una svolta in ...
  • 14/10/2016 - Studio franco-americano: il pianeta di Proxima Centauri assomiglia sempre di meno alla Terra
  • 13/10/2016 - Un oro e 2 bronzi: eccezionale risultato degli studenti italiani alle Olimpiadi dell’astronomia
  • 12/10/2016 - Ricerca italiana nell’Artico: 14 mila anni fa il livello dei mari salì di 20 metri in appena ...
  • 11/10/2016 - Chi fu il primo a sospendere nello spazio il pianeta Terra? Cercatelo in questo sito web
  • 10/10/2016 - Anche Dione, satellite di Saturno, nasconde un oceano nel sottosuolo a 100 km di profondità
Ricerca
  • Le Stelle
    163
  • Nuovo Orione
    297
  • Libri