Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 20/12/2016 - I satelliti “Swarm” svelano le correnti di ferro fuso che generano la magnetosfera della Terra

    I satelliti “Swarm” svelano le correnti di ferro fuso che generano la magnetosfera della Terra

    I satelliti “Swarm” svelano le correnti di ferro fuso che generano la magnetosfera della Terra

     

     

    In questo disegno state guardando il cuore della Terra con occhi sensibili ai flussi magnetici prodotti dalle “correnti a getto” degli strati di magma profondi: questa è  la “dinamo della Terra”. I dati vengono dalla costellazione dei tre satelliti “Swarm” dell’Agenzia spaziale europea lanciati nel 2013 e progettati per misurare il magnetismo terrestre generato dalla rotazione del nucleo, dai moti convettivi del mantello, dalla crosta (litosfera), dagli oceani (correnti marine), dalla ionosfera e dalla magnetosfera. L’insieme di questi flussi magnetici forma la magnetosfera che, come uno scudo, protegge la Terra dalla radiazione cosmica e dalle particelle elettricamente cariche del vento solare.

    Insieme con la propagazione delle onde dei terremoti, lo studio del campo magnetico è uno dei pochi strumenti che i geologi hanno a disposizione per scoprire che cosa succede nelle profondità del nostro pianeta: “Conosciamo l’interno del Sole – dice uno dei geofisici partecipanti alla ricerca, Chris Finlay, Università tecnologica della Danimarca – meglio dell’interno terrestre perché il cuore del Sole non è nascosto sotto tremila chilometri di roccia.”

    I campi magnetici sono generati dal fluire di correnti di ferro allo stato liquido. Il nucleo terrestre, infatti, è costituito dagli elementi più pesanti e abbondanti, come il ferro. Più precisamente, per via del gradiente combinatio della temperatura e della pressione, il nucleo è fatto di ferro-nichel liquido nello strato esterno, e solido nel nocciolo più interno. I satelliti “Swarm” permettono di separare le diverse componenti magnetiche secondo la loro origine.

    Il lavoro ottenuto analizzando i dati dei tre satelliti è pubblicato su “Nature Geoscience”. Prima firma è Phil Livermore della University of Leeds (Regno Unito). Le correnti magnetiche del nucleo – fa notare Leeds – scorrono alla velocità di oltre 40 chilometri l’anno, tre volte più rapidamente dei moti convettivi del mantello e migliaia di volte più dei moti crostali della tettonica a zolle.

    Altre informazioni:

    http://m.esa.int/Our_Activities/Observing_the_Earth/Swarm/There_s_a_jet_stream_in_our_core

    http://www.nature.com/ngeo/journal/vaop/ncurrent/full/ngeo2859.html

     

     

     

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