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  • 25/11/2017 - Uno sgambetto all’energia e alla materia oscura

    Uno sgambetto all’energia e alla materia oscura

    Uno sgambetto all’energia e alla materia oscura

    Ormai anche i libri di testo di astronomia delle elementari riportano che l’Universo è costituito da circa il 96 per cento da materia ed energia oscura. Ma è proprio così? Negli ultimi anni l’esistenza della materia oscura è stata fortemente messa in dubbio da varie ricerche e anche quella dell’energia oscura ha avuto delle bordate non indifferenti. Ora uno scienziato dell’Università di Ginevra sostiene che i fenomeni astrofisici potrebbero essere spiegati senza la presenza delle due “oscure”. Lo studio, pubblicato su The Astrophysical Journal, utilizza un nuovo modello teorico basato sull’”invarianza di scala dello spazio vuoto”. Facciamo un passo indietro quando, nel 1933 l’astronomo svizzero Fritz Zwicky dichiarò che nell’Universo c’è più materia rispetto a quella che in realtà possiamo osservare. Gli astronomi definirono tale materia “massa mancante”, ribatezzata poi in “materia oscura”, la cui esistenza venne ribadita negli anni Settanta dall’astronoma Vera Rubin, secondo la quale aiutava a spiegare i movimenti e la velocità delle stelle. Da allora si è scatenata una vera ricerca per identificare la materia oscura nello spazio, ma, ad oggi, senza successo. Anche per l’energia oscura si è più o meno allo stesso punto da che nel 1998 un team di astrofisici americani e australiani scoprì l’accelerazione dell’espansione dell’Universo. A dispetto di enormi risorse impiegate, tuttavia, nulla permette di confermare concretamente la sua esistenza.

     

    Ma ecco l’idea di André Maeder: “Secondo la teoria del Big Bang, l’”esplosione” iniziale fu seguita dall’espansione dell’Universo. Ma in questo modello c’è un’ipotesi di partenza che non è stata tenuta in conto e riguarda l’invarianza di scala dello spazio vuoto. In altre parole lo spazio vuoto e le sue proprietà non cambiano in seguito a una dilatazione o contrazione dell’Universo”. Concetti complessi… è vero. Ma il succo della ricerca di Maeder sostiene che tenendo presente questa caratteristica il nuovo modello trova corrispondenze nelle osservazioni. Ha trovato cioè, che il modello prevede l’espansione accelerata dell’Universo senza la necessità della presenza dell’energia oscura. In breve sembra che l’energia oscura possa in realtà non esistere dal momento che l’accelerazione dell’espansione sarebbe contenuta nelle equazioni della fisica. Concentrandosi anche sulla materia oscura il nuovo modello applicato ad ammassi di galassie, porta a risultati che non richiedono la materia oscura per spiegare il comportamento e la velocità delle stelle all’interno delle galassie. Che sia la nuova strada per avere un’idea più generale del nostro Universo? Non rimane che percorrerla per vedere dove porterà

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