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  • 14/06/2017 - Il telescopio ASTRI ha visto la sua prima luce Cherenkov. Test in memoria di Nanni Bignami

    Il telescopio ASTRI ha visto la sua prima luce Cherenkov. Test in memoria di Nanni Bignami

    Il telescopio ASTRI ha visto la sua prima luce Cherenkov. Test in memoria di Nanni Bignami

     

    Il prototipo del telescopio per raggi gamma ASTRI, sviluppato dall’Osservatorio di Catania sull’Etna nella succursale di Serra La Nave, nella notte tra il 25 e il 26 maggio ha registrato con la sua camera i primi lampi di luce Cherenkov. Questa luce si genera nell’ultravioletto e nel visibile quando entrano nell’atmosfera sciami di particelle e di raggi gamma (i cui fotoni ad altissima energia si comportano in pratica come particelle). Più precisamente, si ha l’effetto Cherenkov quando una particella si muove nell’atmosfera con una velocità superiore a quella della luce nello stesso mezzo (notoriamente la velocità della luce è di 300 mila chilometri al secondo nel vuoto, mentre negli altri mezzi rallenta in proporzione all’indice di rifrazione del mezzo attraversato: nel vetro, per esempio, viaggia a circa 200 mila chilometri al secondo). Come si vede nell’immagine qui accanto, ASTRI ha superato brillantemente il test della “prima luce”, benché non sia ancora configurato per ottenere le migliori prestazioni di cui è capace. In futuro una rete di telescopi ASTRI di tre diverse taglie coprirà l’intero spettro gamma da 20 GeV a 300 TeV offrendo agli astrofisici delle alte energie uno strumento di grandi potenzialità scientifiche. Fu, questo, l’ultimo dei grandi progetti che appassionarono Nanni Bignami, già presidente Inaf, recentemente scomparso: per questo il primo test è stato dedicato alla sua memoria.

     

    Il prototipo ASTRI di Catania è di taglia “small”. Adotta uno schema ottico originale derivato dal modello di telescopio a doppio specchio Schwarzschild-Couder, con uno specchio primario di 4,3 metri di diametro e un secondario da 1,8 metri. I telescopi ASTRI di medie dimensioni hanno un diametro di 12 metri e i più grandi di 23 metri. L’Italia si è impegnata a fornire la maggior parte degli ASTRI “small”.

     

    Il progetto è guidato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) in collaborazione con alcune Università Italiane, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’Università di San Paolo in Brasile e la North-West University in Sud Africa. ASTRI (Astrofisica con Specchi a Tecnologia Replicante Italiana) è il programma di sviluppo e consolidamento tecnologico di INAF legato all’astronomia in raggi gamma da terra.

     

    Altre informazioni:

    https://arxiv.org/abs/1307.5142

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