Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 21/02/2017 - Pulsar estrema: record di luminosità, distanza, accelerazione del moto rotatorio

    Pulsar estrema: record di luminosità, distanza, accelerazione del moto rotatorio

    Pulsar estrema: record di luminosità, distanza, accelerazione del moto rotatorio

     

    Da quando Jocelyn Bell scoprì la prima pulsar verso la metà degli anni 60 del secolo scorso, questi cadaveri ultradensi di stelle massicce non hanno mai smesso di stupire. Piccole di dimensioni (poche decine di chilometri), pesanti come nuclei atomici, velocissime nella loro rotazione, attive in tutte le bande elettromagnetiche dalle onde radio ai raggi gamma, le pulsar irradiano anche onde gravitazionali e hanno offerto la prima prova, ancora indiretta, della loro esistenza. Ma l’ultima pulsar studiata dagli astrofisici con il telescopio spaziale per raggi X europeo “Newton” e con l’osservatorio spaziale per altissime energie “NuSTAR” della Nasa è davvero estrema, e lo documenta un articolo comparso sulla rivista “Science”: ha un campo magnetico potentissimo, risucchia materia da una stella sua compagna, compie un giro su se stessa in 1,13 secondi e diventa sempre più veloce (dal 2003 al 2014 il suo periodo di rotazione è sceso da 1,43 a 1,13 secondi, come se il giorno terrestre si fosse accorciato di 5 ore nello stesso periodo di tempo). Ma la cosa più impressionante è che in un secondo questa pulsar irradia la stessa quantità di energia che il Sole emette in tre anni e mezzo. Niente male per una stella “morta”.

    La pulsar di cui stiamo parlando è identificata come NGC 5907 ULX, dalla galassia in cui si trova, che è a 50 milioni di anni luce da noi (per inciso, questa è anche la pulsar più lontana che si sia riusciti a scoprire, proprio grazie al fatto che è la più luminosa). La scoperta si deve a un team internazionale coordinato da GianLuca Israel dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

    Questa pulsar sta emettendo una quantità di energia mille volte maggiore di quella massima attesa per oggetti con una massa comparabile a quella del Sole. Dice Israel: “La nostra idea è che il campo magnetico in prossimità della superficie della stella di neutroni possa assumere una configurazione più complessa di quella considerata sino ad ora dai modelli e che sia in grado di assicurare una emissione elevata, permettendo altresì che la materia risucchiata possa continuare ad accrescere la pulsar”.

    Altre informazioni:

    https://arxiv.org/abs/1306.4825

    http://simbad.u-strasbg.fr/simbad/sim-id?Ident=%408374692&Name=NAME%20NGC%205907%20ULX&submit=submit

    http://www.extras-fp7.eu/

     

     

     

     

     

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