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  • 21/12/2017 - Un pianeta che più strano non si può

    Un pianeta che più strano non si può

    Un pianeta che più strano non si può

    Non c'è limite alla stranezza nel mondo dei pianeti extrasolari. Un gruppo di astronomi dell'Università di Ginevra ha messo in luce come lo strano esopianeta GJ 436b,  che si trova a 33 anni luce dalla Terra nella costellazione del Leone, è molto più strano di quanto si ipotizzava in precedenza. Si conosceva che quel mondo alieno sta perdendo la sua atmosfera e lascia dietro se è una vera e propria coda composta soprattutto da idrogeno, che lo fa assomigliare ad una cometa. Ora si è scoperto che questo oggetto possiede anche un'orbita del tutto insolita per un pianeta.

     

    Stando ai dati finora in possesso dei ricercatori GJ 436b  è un pianeta come dimensioni simili a quelle di Nettuno e quando lo si osserva in luce ultravioletta si vede l’enorme coda di gas. Impiega meno di 3 giorni a completare l'orbita attorno alla sua Stella madre, una nana rossa. Sembra che la perdita dell'atmosfera sia legata proprio a quel sole che emette un'intensa radiazione. Ma quel che rende ancor più strano il pianeta è, come si diceva, la sua orbita che risulta essere polare, ossia anziché ruotare lungo il piano dell'equatore come fa la maggior parte dei pianeti GJ 436b ruota molto vicino ai poli della stella. Tra l'altro l'orbita stessa è molto eccentrica.

     

     

    Spiega Vincent Bourrier, ricercatore del Department of Astronomy alla UNIGE: “Il pianeta è sottoposto a spaventose forze mareali perché è molto vicino alla sua stella, in pratica la distanza tra pianeta e sole equivale a solo il 3% della distanza che c'è tra la Terra e il nostro Sole. Tuttavia questa situazione dovrebbe far sì che il pianeta venga ad avere una orbita circolare, ma non è questo il caso”. Per spiegare questa strana situazione i ricercatori ipotizzano che il pianeta non sia sempre stato così vicino alla sua stella ma potrebbe essere migrato in tempi recenti a causa dell'azione della forza di gravità di un pianeta compagno che tuttavia non è ancora stato individuato. A questa deduzione i ricercatori sono giunti attraverso modelli matematici che spiegherebbero molto bene la storia e la situazione attuale di GJ 436b.

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