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  • 02/06/2017 - Onde gravitazionali, seconda puntata: il satellite “Agile” ha visto un segnale X e Gamma

    Onde gravitazionali, seconda puntata: il satellite “Agile” ha visto un segnale X e Gamma

    Onde gravitazionali, seconda puntata: il satellite “Agile” ha visto un segnale X e Gamma

    La terza osservazione diretta di onde gravitazionali annunciata il 1° giugno dal team delle antenne americane LIGO ha un seguito molto interessante: la fusione dei due buchi neri che ha generato l'onda gravitazionale forse fu registrata anche da “Agile”, satellite per alte energie realizzato dall’Agenzia spaziale italiana sotto la presidenza di Nanni Bignami (purtroppo scomparso pochi giorni fa: possiamo facilmente immaginare quale eccitazione desterebbe in lui questa notizia).
    L’evento GW170104 annunciato il 1° giugno ha fatto oscillare l’interferometro LIGO il 4 gennaio 2017. In coincidenza quasi esatta – mezzo secondo di anticipo – il satellite “Agile” ha captato un segnale della durata di 30 millisecondi in raggi X e gamma con energia compresa tra 50MeV e 30 GeV. Un team dell’Inaf di cui fanno parte Verrecchia, Tavani, Caraveo e D’Amico, ha individuato un’alta probabilità di correlazione tra i due fenomeni.
    «Agile è sempre in allerta – spiega Marco Tavani dell’Inaf Iaps di Roma, responsabile scientifico di “Agile” – e in questo caso il sistema di acquisizione ha funzionato molto bene. L’emissione transiente osservata potrebbe essere associata all’evento gravitazionale Gw170104, e la conferma potrebbe venire dalla rivelazione combinata di più satelliti. Ci stiamo avventurando in un territorio inesplorato: i modelli correnti non favoriscono l’emissione gamma associata alla coalescenza di buchi neri di massa di qualche decina di masse solari, ma potrebbe esserci materia residuale attorno ai buchi neri che favorisce una emissione gamma prima della coalescenza finale. Dobbiamo accumulare dati di altri eventi, e da più satelliti».
    «Le condizioni attorno ai due buchi neri – dice Francesco Verrecchia – possono essere varie: si può arrivare all’emissione elettromagnetica di un flash prima della coalescenza finale per la presenza di materia residua, che viene sollecitata dall’enorme potenziale gravitazionale dei due buchi neri in avvicinamento sempre più stretto. Il tutto avviene entro qualche decimo di secondo. “Agile” vede il suo flash 0,46 secondi prima dell’atto finale della coalescenza. LIGO ha incominciato a rivelare un segnale 0,1 secondi prima della fine, quindi “Agile” cattura il suo segnale 0,34 secondi prima del segnale rivelato da LIGO. Questi tempi sono tipici di dischi viscosi attorno ai buchi neri, quindi può esserci un fenomeno fisico che anticipa il collasso finale».

    Link al pre-print dell’articolo, presentato il 31 maggio 2017:
    https://arxiv.org/abs/1706.00029v1

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