Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 07/04/2017 - Perso nello spazio uno scudo termico che doveva essere fissato alla Stazione Spaziale

    Perso nello spazio uno scudo termico che doveva essere fissato alla Stazione Spaziale

    Perso nello spazio uno scudo termico che doveva essere fissato alla Stazione Spaziale

     

    Stavano installando tre scudi termici sul modulo di salvataggio “Tranquillity” ancorato alla Stazione Spaziale Internazionale quando uno degli scudi è sfuggito agli astronauti e si è perso nello spazio. Un pericolo serio per la Space Station e in generale per missioni spaziali di ogni tipo proprio mentre sta per iniziare una conferenza internazionale sul problema dei detriti vaganti in orbita intorno alla Terra. E’ successo il 30 marzo, gli astronauti al lavoro in attività extraveicolare erano Shane Kimbrough e Peggy Whitson. L’immagine qui accanto è stata scattata da terra il 3 aprile dal blogger Marco Langbroek con una camera Canon EOS 60 D DSLR e un obiettivo da 85 millimetri f/1,4. Quando la foto è stata scattata l’oggetto transitava sopra il cielo della città di Leida, Olanda.

    La traccia a sinistra, più debole, è lo scudo termico, quella a destra è la Stazione spaziale, che transita attualmente un minuto dopo lo scudo fuggitivo. Lo scudo può essere visto con un buon binocolo: misura 1,6 metri per 0,6, dimensioni preoccupanti. I due astronauti hanno però potuto fissare gli altri due pannelli termici perché quello sfuggito si è subito allontanato in una direzione che non li esponeva a rischi. Continuerà a orbitare intorno alla Terra per alcuni mesi e poi si vaporizzerà precipitando nell’atmosfera in quanto alla quota della Stazione, circa 350 chilometri, l’attrito residuo ne rallenterà la corsa. Anche la Stazione precipiterebbe se non venisse periodicamente rifornita di carburante e riportata alla quota operativa.

    Nello spazio intorno alla Terra ci sono già 750 mila detriti con dimensioni comprese tra 1 e 10 centimetri, e ognuno di questi è sufficiente a distruggere un satellite in caso di collisione. Diciottomila detriti maggiori sono costantemente tenuti sotto controllo. Un oggetto di un centimetro, viaggiando a 40 mila chilometri orari, ha la potenza distruttiva di una bomba a mano. L’incidente accaduto durante l’attività extraveicolare del 30 marzo è avvenuto nell’imminenza della Settima Conferenza Europea sui detriti spaziali, in programma dal 18 al 21 aprile al Centro spaziale ESOC di Darmstadt, in Germania. Obiettivo della Conferenza è prevenire gli incidenti (i detriti attuali sono stati generati da 250 esplosioni avvenuti nello spazio), monitorare i detriti principali e prevenire l’abbandono di satelliti inviando quelli fuori servizio su orbite-cimitero.

    Altre informazioni:

    https://sattrackcam.blogspot.it/

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