Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 17/12/2016 - Firmato il contratto per “ExoMars 2020”. Un problema al software per “Juno” (Nasa)

    Firmato il contratto per “ExoMars 2020”. Un problema al software per “Juno” (Nasa)

    Firmato il contratto per “ExoMars 2020”. Un problema al software per “Juno” (Nasa)

     

     

    Nonostante il parziale insuccesso della “prova generale” di atterraggio della missione ExoMars e una crisi di finanziamento alla sua seconda fase, il 16 dicembre 2016, a Roma, l’Agenzia spaziale europea e Thales Alenia Space hanno firmato il contratto che garantisce il completamento delle componenti europee della prossima missione. Ad essa collaborano anche l’agenzia russa Roscosmos, la Nasa e l’Asi (Agenzia spaziale italiana).

    Intanto il satellite “Trace Gas Orbiter” ha incominciato a trasmettere dati sulla composizione dell’alta atmosfera di Marte. L’altro suo compito, a partire dal 2020, sarà quello di fare da relais per inviare a terra i dati che raccoglierà il rover della seconda missione ExoMars, che tra l’altro dovrà perforare il suolo marziano fino alla profondità di due metri.

    'ExoMars – ha detto David Parker, Direttore dei Voli Spaziali Abitati ed Esplorazione Robotica dell'Esa – è la pietra angolare dei nostri programmi di esplorazione: Utilizzando il suo laboratorio miniaturizzato per la ricerca della vita e la tecnologia robotica avanzata, la missione esplorerà il pianeta rosso alla ricerca di nuove prove per rispondere alle domande che hanno a lungo affascinato l'umanità. Grazie al rinnovato sostegno dimostrato dagli stati membri dell'Esa al recente Consiglio ministeriale, questo nuovo contratto ci permette di completare i modelli di volo degli elementi europei e di farci rimanere in pista per un lancio a luglio 2020'. Sei mesi prima del lancio si deciderà il luogo di atterraggio. Il sito candidato oggi preferito è Oxia Planum, dove si ritiene che in passato ci fosse una zona umida. Nella foto, una calotta polare di Marte, fatta di ghiaccio di anidride carbonica e di ghiaccio di acqua.

    Ci sono problemi di software per la sonda della Nasa “Juno” che sta orbitando intorno a Giove per studiarne l’atmosfera in profondità. Nel passaggio radente ai sistemi nuvolosi del grande pianeta gassoso, un “baco” ha impedito il funzionamento dello strumento italiano. Verrà rimediato ricaricando un software corretto.

    Altre informazioni:

    https://www.nasa.gov/mission_pages/juno/main/index.html

    Juno | NASA

    www.nasa.gov

    Juno will improve our understanding of the solar system's beginnings by revealing the origin and evolution of Jupiter.

     



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