Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 16/12/2015 - Osservata per la prima volta la sintesi del sodio come avviene nelle stelle giganti rosse

    Osservata per la prima volta la sintesi del sodio come avviene nelle stelle giganti rosse

    Osservata per la prima volta la sintesi del sodio come avviene nelle stelle giganti rosse

     

     

    Nel Big Bang si formarono solo i tre elementi più leggeri: idrogeno ed elio in grande quantità, e un pizzico di litio. Tutti gli elementi più pesanti vengono sintetizzati nelle reazioni termonucleari che avvengono nelle stelle. Tre nuclei di elio, per esempio, possono fondersi in un nucleo di carbonio grazie a una “risonanza” del berillio (prevista dal genio di Fred Hoyle). Aggiungendo un altro nucleo di elio (o particella alpha), si ha l’ossigeno e così via, sempre con la produzione di energia. La scoperta della nucleosintesi fino avviene passo per passo dagli Anni 50 agli Anni 80 del secolo scorso ma i particolari si stanno ancora svelando grazie a osservazioni dirette. “Physical Review Letters” (16 dicembre 2015) riporta la prima osservazione diretta del processo di produzione di nuclei di sodio nelle stelle giganti rosse partendo da tre risonanze del neon. In sostanza si passa da un nucleo di 22 Neon a un nucleo di 23 Sodio, con emissione di un fotone gamma. La scoperta si deve all’esperimento LUNA (Laboratory for Underground Muclear Astrphysics) in funzione da 25 anni nel Laboratorio nazionale del Gran Sasso. Anche il Sole, nella fase terminale della sua vita, tra 4 miliardi di anni, diventerà una gigante rossa e dal neon sintetizzerà nuclei di sodio.

    L’esperimento LUNA (disegno) utilizza un piccolo acceleratore lineare (il solo al mondo in un laboratorio sotterraneo) nel quale fasci di idrogeno o elio sono accelerati e fatti scontrare contro un bersaglio, costituito, in questo caso, da un isotopo del neon. Nelle collisioni si creano altre particelle identificate con particolari rivelatori al germanio. Trattandosi di processi estremamente rari è essenziale che l’esperimento sia collocato in un laboratorio come quello del Gran Sasso dove la pioggia dei raggi cosmici è schermata da 1500 metri di roccia. A LUNA collabora una cinquantina di ricercatori italiani (INFN), tedeschi, scozzesi e ungheresi.

    Altre informazioni:

    http://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.115.252501

    http://luna.lngs.infn.it/

     

     

     

     

  • 15/12/2015 - L’universo è più vuoto del previsto: lo dice il più grande censimento di superammassi di ...
  • 14/12/2015 - Conferenza di Parigi: accordo tra 183 paesi per salvare la Terra dall’effetto serra
  • 13/12/2015 - Scoperta la prima pulsar nella galassia di Andromeda: verso un catalogo di stelle di neutroni ...
  • 11/12/2015 - Scoperta una stella “fredda” con un ciclone simile alla Grande Macchia Rossa di Giove
  • 11/12/2015 - Ottica adattiva per il supertelescopio europeo da 39 metri: firmato l’accordo, Italia in primo ...
  • 10/12/2015 - Scoperta: il pianeta nano Cerere si sarebbe formato alla periferia del Sistema solare
  • 09/12/2015 - Recuperata la sonda giapponese “Akatsuki”: finalmente è in orbita intorno a Venere
  • 08/12/2015 - Scoperta la galassia ancestrale: si chiama Tanya e genera stelle a ritmo velocissimo (10 volte ...
  • 07/12/2015 - In orbita il cargo per la Stazione spaziale: un astronauta in orbita fotografa il lancio da Cape ...
Ricerca
  • Le Stelle
    155
  • Nuovo Orione
    289
  • Libri