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  • 29/07/2017 - Scoperti gli “embrioni” degli ammassi globulari, gli oggetti più antichi dell’universo

    Scoperti gli “embrioni” degli ammassi globulari, gli oggetti più antichi dell’universo

    Scoperti gli “embrioni” degli ammassi globulari, gli oggetti più antichi dell’universo

     

    Gli ammassi globulari sono tra gli oggetti più antichi dell’universo e proprio per questo sono stati a lungo un problema. Contenendo stelle con una età stimata in 8-10 miliardi di anni, sembravano più vecchi dell’universo stesso. Una più corretta ricostruzione cronologica del Big Bang ha messo le cose a posto. Rimaneva però una serie di interrogativi sulla formazione degli ammassi globulari. La nostra galassia, la Via Lattea, ne ha un centinaio che le orbitano intorno, Andromeda circa 200. E le galassie più antiche, formatesi poco dopo il Big Bang, avevano già ammassi globulari?

    Una risposta viene ora da un gruppo di ricercatori dell’Inaf di Bologna, Roma, Napoli, Trieste, Firenze e dell’Università di Ferrara guidati da Eros Vanzella, dell’Inaf di Bologna. Questo team è infatti riuscito a individuare i probabili “embrioni” di ammassi globulari, risalenti a un’epoca tra 11 e 12,5 miliardi di anni fa, cioè a poco più di un miliardo di anni dopo il Big Bang.

    Gli “embrioni” sono estremamente compatti e deboli: il loro diametro è di appena 50/130 anni luce e la loro luminosità scende fino a magnitudine 32, un limite ben al di là dei più potenti telescopi ma che è stato possibile raggiungere unendo virtualmente le forze del Very Large Telescope dell’Osservatorio australe europeo e del telescopio spaziale “Hubble” rinforzati in modo determinante da una lente gravitazionale (lensing). L’effetto di lensing ha permesso di mappare la materia negli ammassi di galassie primordiali e di far emergere i proto-ammassi globulari. Questi, tra l’altro, potrebbero aver avuto un ruolo importante nella reionizzazione dell’universo che liberò la luce dalla nebbia cosmica post-big bang.

    Nell’immagine: lo spettacolare arco gravitazionale ripreso con lo strumento Muse al Vlt e uno zoom (immagine del telescopio spaziale Hubble dai dati Frontier FIelds) attorno un sistema contenente il miglior candidato proto-ammasso globulare. I numeri di fianco ai tre oggetti indicano le loro magnitudini intrinseche.

    L’articolo comparirà su “the Astrophysical Journal”. Il pre-print a questo link:

    https://arxiv.org/abs/1703.02044

     

     

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