Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 11/08/2016 - Neanche il superacceleratore LHC (Cern) finora è riuscito a produrre monopoli magnetici

    Neanche il superacceleratore LHC (Cern) finora è riuscito a produrre monopoli magnetici

    Neanche il superacceleratore LHC (Cern) finora è riuscito a produrre monopoli magnetici

     

     

    I primi risultati della caccia ai monopoli magnetici con l’acceleratore LHC del CERN spinto all’energia mai raggiunta prima di 13 TeV sono stati pubblicati il 10 agosto sulla rivista “Journal of High Energy Physics”: le misteriose particelle non sono finora state individuate ma l’esperimento MoEDAL (Monopole & Exotics Detector at the LHC) ha permesso di porre un nuovo limite alla massa dei monopoli.

    Come nei fenomeni elettrici esistono separatamente sia cariche negative sia cariche positive, così, per simmetria, dovrebbero esserci anche cariche magnetiche positive e negative separate. Invece quando si divide in due parti anche un magnete si ottiene sempre un magnete più piccolo senza mai arrivare alla singola polarità. La teoria prevede che un grande numero di monopoli si sia formato nel Big Bang ma poi si sarebbero annichilati senza lasciare superstiti. “La scoperta dei monopoli magnetici avrebbe un impatto straordinario nella fisica delle particelle, in astrofisica e in cosmologia” dice Laura Patrizii, ricercatrice della sezione INFN di Bologna, vice-coordinatore di MoEDAL.

    Nonostante alcuni falsi allarmi, finora non c’è traccia di monopoli magnetici ma la loro massa prevista dovrebbe essere molto grande, e quindi gli acceleratori finora costruiti non avrebbero avuto l’energia sufficiente per produrli nelle loro collisioni. Ora si sta provando con LHC (Large Hadron Collider), che sta esplorando un nuovo dominio di energia.

    I monopoli sarebbero rivelati dalla loro carica magnetica e dal loro enorme potere ionizzante (la capacità di strappare elettroni a un atomo), 4700 volte superiore a quello dei protoni. L'esperimento MoEDAL è stato progettato appositamente per osservare questi effetti e consiste in un rivelatore installato in prossimità dell'esperimento LHCb (disegno). Essendo altamente ionizzanti, i monopoli produrrebbero un segnale permanente nella struttura dei rilevatori, osservabile successivamente al microscopio. Inoltre, perdendo energia rapidamente, sarebbero rallentati da un secondo sistema, costituito da 0,8 tonnellate di rivelatori di alluminio che agiscono come una trappola per la carica magnetica.

    Altre informazioni:

    https://it.wikipedia.org/wiki/LHCb

    http://arxiv.org/abs/1604.06645

    https://cds.cern.ch/record/2162912

     

    https://cds.cern.ch/record/1360998

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