Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 15/10/2016 - L’universo osservabile contiene 10 volte più galassie di quanto si pensava: una svolta in ...

    L’universo osservabile contiene 10 volte più galassie di quanto si pensava: una svolta in cosmologia

    L’universo osservabile contiene 10 volte più galassie di quanto si pensava: una svolta in cosmologia

     

     

    Non cento miliardi ma mille miliardi di galassie: lavorando sui dati raccolti con il telescopio spaziale “Hubble” e altri telescopi, un team internazionale guidato da Christopher Conselice dell’Università di Nottingham (UK) è giunto alla conclusione che le galassie dell’universo osservabile sono 10 volte più numerose di quanto si pensava. La portata di questa scoperta è enorme per la cosmologia. A cominciare dalla stima della massa complessiva della materia ordinaria, che ovviamente per i cosmologi è uno dei parametri fondamentali.

    Tenendo conto dei 13,7 miliardi di anni che è l’attuale età dell’universo e delle conoscenze sulla formazione delle galassie, il team ha elaborato modelli matematici in 3D per inferire l’esistenza di galassie che l’attuale generazione di telescopi non è ancora in grado di mettere in evidenza. Ne risulta che 90 galassie su cento sono attualmente troppo deboli e troppo lontane per essere viste. La massa di queste galassie primordiali è simile a quella delle Nubi di Magellano che orbitano intorno alla nostra Via Lattea e la loro distanza e velocità di allontanamento è tale da spostare la loro luce oltre il rosso. A questo effetto si aggiunge la “nebbia” intergalattica di polveri e gas, che a grandi distanze diventa un fattore importante. Si è così anche trovata una ulteriore prova sperimentale della spiegazione dell’antico ma sempre intrigante “paradosso di Olbers”.

    Il lavoro è pubblicato su “The Astrophysical Journal”.  Vi hanno contribuito Aaron Wilkinson (Università di Nottingham), Alice Morlock (Università di Edimburgo) e Kenneth Duncan (Università di Leida, Olanda).

    Nella foto: uno dei campi ultra-profondi a lunga posa ripresi dal telescopio spaziale 'Hubble' verso la metà degli Anni 90.

    L’articolo originale:

     

    https://arxiv.org/abs/1607.03909

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