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  • 06/02/2018 - Nuovo record di ingrandimento per le lenti gravitazionali

    Nuovo record di ingrandimento per le lenti gravitazionali

    Nuovo record di ingrandimento per le lenti gravitazionali

    Ancora una volta gli astronomi sono riusciti a spingere il loro sguardo più in profondità nel cosmo. Questa volta però non lo hanno fatto grazie a un telescopio più potente, ma grazie a una lente gravitazionale da record, che ha permesso di ingrandire di circa trenta volte una lontanissima galassia. Utilizzando il telescopio spaziale “Hubble”, un team internazionale ha catturato l’immagine della galassia eMACSJ1341-QG-1 a circa 12 miliardi di anni luce da noi. La scoperta, pubblicata su The Astrophysical Journal, conferma la grande utilità delle lenti gravitazionali per indagare regioni dell’Universo non accessibili con gli attuali telescopi.

    Per capire il funzionamento delle lenti gravitazionali è necessario fare un passo indietro per capire uno dei concetti base della relatività generale, la teoria pubblicata nel 1916 da Einstein per descrivere i fenomeni gravitazionali. Secondo Einstein, il campo gravitazionale è una conseguenza della curvatura nel tessuto dello spaziotempo. La presenza della materia contribuisce a deformare e curvare lo spaziotempo, generando così un campo gravitazionale capace di alterare le orbite dei corpi, ad esempio stelle pianeti. Una delle conseguenze più curiose di questo fenomeno è che anche la luce segue la curvatura dello spaziotempo, e pertanto può percorrere traiettorie curve.

    Quando la luce di una lontana galassia attraversa una regione dove si trova una grande concentrazione di materia, come nel caso di un ammasso di galassie, la sua luce viene distorta e può capitare che l’immagine risultante sia addirittura ingrandita. L’altissimo ingrandimento di questa immagine ci fornisce una rara opportunità di investigare le popolazioni stellari in questo lontano oggetto e, in definitiva, di ricostruire la sua forma non distorta e le sue proprietà”, ha commentato Johan Richard dell’Università di Lione, fra i coautori dello studio.

     

    Analizzando l’immagine ingrandita della galassia infatti, gli astronomi hanno scoperto che eMACSJ1341-QG-1 è un oggetto insolitamente tranquillo, dove cioè non avvengono nuovi processi di formazione stellare, aggiungendo un nuovo importante ingrediente osservativo per capire gli angoli più remoti del cosmo.

     

    Altre informazioni

    Articolo originale

     

    Nell'immagine: la galassia MACSJ1341-QG-1 ingrandita 30 volte dalla lente gravitazionale. Nel riquadro la ricostruzione della vera forma della galassia (Credit: Harald Ebeling, University of Hawaii, Institute for Astronomy.)

     

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