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  • 15/07/2018 - Neutrini e raggi gamma, un nuovo capitolo nell’astronomia multimessaggero

    Neutrini e raggi gamma, un nuovo capitolo nell’astronomia multimessaggero

    Neutrini e raggi gamma, un nuovo capitolo nell’astronomia multimessaggero

    È bastato un solo neutrino a cambiare la storia dell’astronomia. Un neutrino che ha viaggiato nello spazio per 3,7 miliardi di anni fino ad arrivare sulla Terra, dove è stato catturato il 22 settembre 2017 dall’esperimento IceCube, immerso nei ghiacci del polo sud.

    Si tratta del primo neutrino che abbiamo visto provenire da un’altra galassia. Ma questo neutrino (denominato Ic-170922A), è stato anche protagonista di un’altra svolta storica. Infatti, dalla galassia da cui è arrivato, il blazar Txs 0506+056, è arrivato anche un fiotto di raggi gamma di alta energia, rivelati dai telescopi spaziali Fermi e AGILE e dal telescopio MAGIC operante alle Canarie.

    È la prima volta che riusciamo a rivelare l’emissione congiunta di fotoni e neutrini da una stessa sorgente cosmica, e gli astronomi salutano questa storica scoperta come un nuovo importante passo verso l’astronomia multimessaggero.

    Tradizionalmente, gli astronomi hanno osservato il cielo tramite le diverse forme di radiazione elettromagnetica rivelate dai telescopi (onde radio, visibili, raggi X e gamma), che ci possono aiutare a capire i meccanismi fisici in atto nelle sorgenti astronomiche. Con l’astronomia multimessaggero, possiamo fare un importante passo in avanti, perché possiamo rilevare l’emissione di messaggeri di altra natura, come i neutrini.

    Un importante passo in avanti era stato fatto i 17 agosto 2017, quando i rivelatori LIGO e Virgo avevano scoperto un segnale gravitazionale proveniente dalla fusione di due stelle di neutroni, un fenomeno che ha generato anche emissione luminosa osservata da moltissimi telescopi a terra e nello spazio.

    Con i neutrini abbiamo ora un altro importante messaggero, che ci permette di capire i meccanismi subnucleari alla base delle emissioni osservate. Inaugurando così un nuovo capitolo dell’astronomia, che ci permetterà di studiare il cosmo in un modo del tutto nuovo.

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