Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 15/09/2016 - Due astronauti studiano le meteoriti e l’origine del Sistema solare. Uno è Luca Parmitano

    Due astronauti studiano le meteoriti e l’origine del Sistema solare. Uno è Luca Parmitano

    Due astronauti studiano le meteoriti e l’origine del Sistema solare. Uno è Luca Parmitano

     

    Due astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il nostro Luca Parmitano e Pedro Duque, hanno seguito un corso di formazione sulle meteoriti che si è svolto a Bressanone, in Trentino-Alto Adige. L’insegnamento era essenzialmente centrato sui meccanismi con cui il nostro sistema planetario ha preso forma dalla nebulosa primordiale che ha dato origine al Sole. Il disco protoplanetario era costituito da gas e polveri che si sono assemblati in planetesimi, piccoli frammenti solidi che a loro volta per gravità si sono uniti tra loro costituendo i pianeti. Le meteoriti offrono un buon campionario di quel materiale risalente a circa 4,5 miliardi di anni fa. Derivano infatti dalla frammentazione di “fossili” del sistema solare come gli asteroidi e in parte anche dalle comete. Tra gli obiettivi del corso c’era la capacità di distinguere i vari tipi di meteoriti. Qui vediamo gli insegnanti Matthias Maurer dell’ESA, Lina Tomelleri, Giorgio Tomelleri e Anna Maria Fioretti dell’Istituto di Geoscienze e delle risorse della Terra (IGG) e dell’Istituto nazionale delle ricerche (CNR) insieme con Parmitano e Duque. Nella curiosa immagine, ognuno tiene tra le mani una meteorite e nell’insieme sono disegnano il quadrante di un orologio.

    Il corso è stato organizzato in collaborazione con il Centro Studi e Attività spaziali dell’Università di Padova. La seconda parte della Scuola si svolgerà in autunno nell’isola di Lanzarote, arcipelago delle Canarie (Spagna). In media sulla Terra annualmente cade una meteorite da un ettogrammo ogni trecentomila chilometri quadrati (all’incirca la superficie dell’Italia). Le scie di luce che le meteoriti tracciano arroventandosi nell’attrito con l’atmosfera, per noi visibili in cielo, gli astronauti della Stazione spaziale le vedono sotto di sé perché l’attrito agisce intorno a 80-100 dalla superficie terrestre, mentre gli astronauti orbitano a 350-400 chilometri.

    Altre informazioni nel blog Pangaea dell’ESA:

     

    http://blogs.esa.int/caves/category/pangaea/

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