Astronews a cura di Massimiliano Razzano

Fino al 13/11/2017 a cura di Piero Bianucci, fino al 20/01/2018 a cura di Luigi Bignami

  • 06/06/2017 - Prima osservazione in 3D di una stella in formazione: successo del Sardinia Radio Telescope

    Prima osservazione in 3D di una stella in formazione: successo del Sardinia Radio Telescope

    Prima osservazione in 3D di una stella in formazione: successo del Sardinia Radio   Telescope

    L’Europa della scienza c’è, e questa ne è una prova: la grande parabola del Sardinia Radio Telescope ha iniziato il suo lavoro nell’ambito della rete europea di parabole in grado di osservare il cielo come se si trattasse di un unico grande radiotelescopio, l’European Vlbi Network (disegno). La prima ricerca condotta in rete con lo strumento di Cagliari riguarda la giovanissima stella Cepheus A Haw2, i risultati sono pubblicati sulla rivista “Astronomy & Astrphysics”. La tecnica interferometrica della rete europea, mettendo insieme i dati raccolti con otto parabole, ha raggiunto un potere di risoluzione tale da consentire di vedere una pallina da ping-pong a settemila chilometri di distanza. In questo caso però le palline sono nubi di gas con emissione “maser” (un laser nella banda delle microonde) che stanno contribuendo alla formazione della protostella. I maser osservati sono “alimentati” dalle oscillazioni di molecole di metanolo e si trovano a 2300 anni luce da noi. La regione della costellazione di Cepheus studiata è la seconda regione di formazione stellare più vicina dopo quella di Orione. Autori del lavoro sono Alberto Sanna (“Max Planck Institute di Bonn), Luca Moscardelli (Oasservatorio di Arcetri, Firenze) e Gabriele Surcis (Osservatorio di Cagliari). L’interesse del lavoro di Sanna e collaboratori sta nell’aver tracciato per la prima volta con grande accuratezza il moto tridimensionale delle masse gassose che, vorticando, stanno andando a concentrarsi nell’astro nascente. Lo studio in 3d è il vero fatto nuovo rispetto alle osservazioni precedenti. «Il grande vantaggio delle misure eseguite con i maser – spiega Moscadelli – è che forniscono posizioni accurate nel piano del cielo e velocità tridimensionali: cioè sia la componente lungo la linea di vista sia quella nel piano del cielo. Così è possibile controllare se queste velocità siano complanari e stabilire se il moto dei maser avvenga in un piano preferenziale, in questo caso il piano del disco in rotazione attorno alla stella in formazione». Una sorpresa della ricerca è che le velocità dei gas sono risultate inferiori a quanto ci si aspettava. L’ipotesi è che un campo magnetico ne influenzi il moto.

    Altre informazioni: https://arxiv.org/abs/1704.03760

  • 05/06/2017 - Super-buchi neri primordiali: ecco come si formarono nel primo miliardo di anni dopo il Big Bang
  • 04/06/2017 - Spettroscopi tre volte più efficienti con tecnologia olografica di ideazione italiana
  • 03/06/2017 - L’equivalenza di massa inerziale e gravitazionale verificata per la prima volta a livello ...
  • 02/06/2017 - Onde gravitazionali, seconda puntata: il satellite “Agile” ha visto un segnale X e Gamma
  • 01/06/2017 - Annunciata terza osservazione diretta di onde gravitazionali: basterà per il Nobel?
  • 31/05/2017 - Bolide eccezionale attraversa il cielo di Lombardia ed Emilia: osservato dalla rete PRISMA
  • 31/05/2017 - Foto mossa della Luna: un micrometeorite ha dato una spallata alla sonda LRO
  • 31/05/2017 - Scoperti maser ad acqua in sistemi planetari che distano meno di 20 anni luce da noi
  • 29/05/2017 - Un Giove inedito sta uscendo dai dati trasmessi dalla sonda americana JUNO
Ricerca
  • Le Stelle
    175
  • Nuovo Orione
    309
  • Libri