Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 02/11/2015 - Il satellite “Swift” ha osservato il suo millesimo lampo di raggi gamma dal lancio nel 2004

    Il satellite “Swift” ha osservato il suo millesimo lampo di raggi gamma dal lancio nel 2004

    Il satellite “Swift” ha osservato il suo millesimo lampo di raggi gamma dal lancio nel 2004

     

     

    Mille lampi gamma: è il traguardo che il satellite “Swift” (disegno) ha tagliato il 27 ottobre 2015 alle 22, 40 minuti e 40 secondi ora di Greenwich, quando per 150 secondi ci  è arrivato un potente fiotto di energia partito 12 miliardi di anni fa, quando l’universo aveva circa un miliardo e mezzo di anni. Come dice il suo nome, “Swift” ha come prima caratteristica la velocità di reazione: appena avvista un lampo di raggi gamma (la radiazione magnetica a più alta energia) parte un avviso che arriva direttamente ai cellulari dei ricercatori coinvolti e immediatamente i telescopi al suolo che si trovano in posizione favorevole per l’osservazione puntano la regione del cielo interessata. Questa rapidità è indispensabile per raccogliere dati su fenomeni di enorme energia ma brevissimi come il lampi gamma. Nel caso specifico è entrato in azione il Very Large Telescope dell’Osservatorio australe europeo equipaggiato con lo strumento X-Shooter, e così osservando la controparte ottica si è potuto stabilire il redshift (spostamento verso il rosso) dell’oggetto interessato è di 4,063. Di qui è stata dedotta la distanza, che non è la massima finora osservata ma è comunque una delle più ragguardevoli.

    I primi lampi gamma furono osservati negli Anni 60-70 del secolo scorso da una rete di satelliti il cui compito era assicurare il rispetto del trattato internazionale che proibisce i test nucleari nell’atmosfera. Ci volle tempo per capire che i raggi gamma captati arrivavano dallo spazio e anche quando iniziò una osservazione regolare i dati rimanevano insufficienti per darne una spiegazione fisica del fenomeno.  I mille lampi gamma segnalati da “Swift” (che fu lanciato nel 2004) offrono ora una statistica ampia: è diventato chiaro che esistono due categorie di gamma ray burst: alcuni hanno durata sotto i 2 secondi, altri sono assai più lunghi, anche parecchie ore. Stando ai mille lampi osservati da “Swift” si può dire ogni 10 lampi lunghi ce n’è uno corto. L’idea è che i lampi corti derivino dalla fusione tra due oggetti compatti e che quelli lunghi siano invece effetto di esplosioni di supernove.

    Altre informazioni:

    http://swift.gsfc.nasa.gov/

    http://www.media.inaf.it/2015/07/08/il-vagito-del-magnetar-e-un-lunghissimo-lampo-gamma/

     

     

     

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