Astro News a cura di Luigi Bignami

Fino al 13/11/2017 a cura di Piero Bianucci

  • 01/04/2017 - Boom di fecondità stellare nella vicina galassia NGC 253 (Gruppo dello Scultore)

    Boom di fecondità stellare nella vicina galassia NGC 253 (Gruppo dello Scultore)

    Boom di fecondità stellare nella vicina galassia NGC 253 (Gruppo dello Scultore)

    La galassia a spirale NGC 253 non soffre certo di una crisi demografica: in essa la formazione di nuove stelle è così attiva e generalizzata che si accendono in media una decina di stelle all’anno, per un totale di 5 masse solari. E’ un tasso di natalità molto superiore a quello della nostra galassia, la Via Lattea.

    NGC 253 si trova nella costellazione dello Scultore, quindi è visibile solo dall’emisfero australe. Si trova ad appena 11,5 milioni di anni luce da noi nel Gruppo dello Scultore: siamo quindi alla periferia del Gruppo Locale: NGC 235 è circa cinque volte più lontana della galassia di Andromeda M 31.

    AS capo di un folto gruppo ricercatori appartenenti a una dozzina di paesi, Anna Kapinska ha diretto uno studio dell’International Centre for Radio Astronomy Research realizzato con il radiotelescopio Murchison Widefield Array nel deserto australiano e ha ottenuto eccezionali radio-immagini della galassia. In esse si vede un vasto alone di gas e particelle di polvere che avvolge la spirale galattica: attraverso questa nebbia filtra la luce di decine di ammassi azzurrini in ognuno dei quali stanno formandosi centinaia di stelle. E’ il fenomeno noto come “starburst” che accomuna le galassie più giovani ma nel caso di NGC 253 assume proporzioni davvero impressionanti.

    Data la vicinanza, questa galassia diventerà un magnifico laboratorio per conoscere meglio la fenomenologia della formazione stellare soprattutto quando sarà disponibile SKA, il futuro radiotelescopio con una superficie di raccolta del segnale pari a un chilometro quadrato. Le antenne Del Murchison Array, che hanno lavorato su NGC 235 nell’intervallo di frequenze tra 76 e 227 MHz, sono un “anticipo” di SKA, strumento colossale che promette in radioastronomia un balzo in avanti paragonabile a quello che nell’ottico e nell’infrarosso deriverà dal telescopio europeo (Eso) E-Elt da 39 metri di apertura.

    Altre informazioni: 

    https://arxiv.org/abs/1702.02434

  • 31/03/2017 - L’eruzione dell’Etna vista dal satellite europeo “Sentinel-2 A”: un aiuto ai vulcanologi
  • 31/03/2017 - Super-telescopio europeo da 39 metri: parte la costruzione dell’ottica adattiva MAORY
  • 30/03/2017 - Scelti su Marte i due siti finalisti dove fare scendere nel 2020 il rover e il laboratorio ...
  • 29/03/2017 - L’Italia laurea honoris causa Margaret Geller, scopritrice della “Grande Muraglia” di ...
  • 28/03/2017 - CERN: ottenuta per la prima volta antimateria facendo scontrare protoni contro nuclei di elio
  • 28/03/2017 - Buco nero super-massiccio fugge dalla sua galassia spinto da onde gravitazionali
  • 27/03/2017 - Scoperti nell’alta atmosfera terrestre getti di plasma a 10 mila gradi: disperdono gas nello ...
  • 25/03/2017 - L’oceano luccica e dice al satellite “Sentinel-2” come si muovono onde e correnti marine
  • 24/03/2017 - Prima assoluta: ricercatori italiani scoprono una “miniera” di ferro in una doppia pulsar
Ricerca
  • Le Stelle
    172
  • Nuovo Orione
    306
  • Libri