Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 07/08/2016 - Pulsar come GPS per le sonde spaziali: così cambierà la navigazione interplanetaria

    Pulsar come GPS per le sonde spaziali: così cambierà la navigazione interplanetaria

    Pulsar come GPS per le sonde spaziali: così cambierà la navigazione interplanetaria

     

     

    Il GPS e prossimamente il sistema europeo Galileo ci permettono di stabilire la nostra posizione sulla Terra con l’incertezza di pochi metri e in particolari applicazioni di qualche centimetro. Ma nello spazio le sonde interplanetarie non hanno GPS. La natura ha tuttavia provveduto a predisporre qualcosa di simile: sono le pulsar, stelle di neutroni che ruotano velocissime su se stesse con un periodo estremamente costante, assimilabile al ritmo di un orologio atomico. Di qui l’idea di utilizzare le pulsar come sistema di navigazione spaziale di precisione. Il metodo è stato sviluppato dal National Physical Laboratory e dall’Università di Leicester, primo autore dell’articolo su “Experimental Astronomy” è Setnam Shemar.

    Stando ai calcoli, potenzialmente il sistema di navigazione a pulsar permette di determinare la posizione di una sonda a 30 unità astronomiche dalla Terra (cioè ai confini del Sistema planetario, dove orbita Nettuno) con l’incertezza di 2-5 chilometri a seconda che si punti la pulsar per 10 ore o per un’ora sola. C’è un problema: il telescopio deve essere per raggi X per poter captare l’emissione delle pulsar, e lo specchio deve avere una superficie minima di 50 centimetri quadrati: uno strumento piuttosto ingombrante. In compenso ci sarebbero grandi economie perché la navigazione delle sonde potrebbe diventare per lunghi periodi indipendente da collegamenti radio con le parabole del Deep Space Network americano e dell’European Space Tracking, servizi che sono costosissimi. Anche le correzioni di rotta automatizzate dal “GPS a pulsar” diventerebbero immediate, mentre dalla Terra ai confini del sistema planetario i tempi-luce superano le sei ore.

    Nel disegno, il modello di una pulsar (stella di neutroni) L’articolo originale:

    http://link.springer.com/article/10.1007/s10686-016-9496-z

     

     

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