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  • 16/10/2008 - Mars Expresse: Phobos è un satellite “di recupero

    Mars Expresse: Phobos è un satellite “di recupero

    Mars Expresse: Phobos è un satellite “di recupero

    Phobos, il maggiore dei satelliti di Marte, ha una massa pari a un miliardesimo di quella della Terra e una densità di 1,85 grammi per centimetro cubo. Si tratta di un valore molto basso, nettamente inferiore a quello degli strati superficiali di Marte, che è compresa tra 2,7 e 3,3 grammi per centimetro cubo. La densità di Phobos corrisponde invece molto bene a quella degli asteroidi della classe D, una categoria di pianetini che derivano dal riassemblaggio di frammenti di asteroidi maggiori disaggregati da collisioni. Nell’interno dei pianetini di tipo D rimangono spazi vuoti e caverne tra un frammento e l’altro, e ciò spiega la loro bassa densità. Se ne può concludere che Phobos è uno di questi asteroidi, catturato dall’attrazione gravitazionale di Marte.

    E’ il risultato di uno studio compiuto con la navicella dell'ESA "Mars Express". Un passaggio della sonda a breve distanza da Phobos ha permesso di stimare con grande precisione il volume e la massa del satellite (in una bella foto ripresa da Mars Express), risultata di 1,072 x 10 alla 16 chilogrammi.

    IN BREVE

    Lampi gamma deboli

    Il satellite dell’ESA per l’osservazione del cielo nei raggi gamma “Integral” ha chiarito che esiste una classe distinta di “lampi gamma” (gamma-ray bursts) di (relativamente) bassa intensità. E il risultato ricavato dall’analisi di 47 “lampi” deboli osservati da Integral dal suo lancio ad oggi. I lampi a debole intensità sembrano associati con la struttura supergalattica locale. L’annuncio è su “Astronomy & Astrophysics”.

    Collisioni tra ammassi di galassie

    Non solo le galassie si scontrano tra di loro. Collisione di immani proporzioni avvengono anche tra ammassi di galassie. Ricercatori dell’Inaf e dell’Università di Bologna sono per la prima volta riusciti a scoprire l’”eco radio” di una di queste collisioni osservando l’ammasso di galassie denominato Abell 521. La compenetrazione tra ammassi di galassie genera segnali radio a grande lunghezza d’onda: fatto previsto teoricamente ma ora anche osservato sperimentalmente. L’annuncio è sul numero di “Nature” in uscita.

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