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  • 26/05/2017 - Merate: studenti identificano e osservano una supernova quasi in diretta

    Merate: studenti identificano e osservano una supernova quasi in diretta

    Merate: studenti identificano e osservano una supernova quasi in diretta

    Era la notte tra il 15 e il 16 maggio 2017. Gli studenti del “Gruppo 3” del corso di astronomia dell’Università di Milano stavano facendo una esercitazione a Merate, succursale dell’Osservatorio di Brera, sotto la cupola del telescopio Ruths da 134 centimetri, quando confrontando il cielo vero con quello fotografato in una ripresa fatta in precedenza hanno identificato una lucina che la lastra non riportava: era una supernova, una stella esplosa nella galassia NGC 6946, lontana 20 milioni di anni luce (foto qui accanto). La galassia, soprannominata “Fireworks”, fuochi d’artificio, aveva rispettato la sua fama con uno spettacolo pirotecnico d’eccezione. Paolo D’Avanzo e Anna Wolter, che seguivano l’esercitazione, avevano notato poche ore prima un telegramma di allerta dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU) che segnalava il fenomeno. Gli studenti sono così stati i primi, o tra i primi, o osservare la catastrofe della stella. Un altro telegramma è partito, questa volta dall’Osservatorio di Merate verso la sede della IAU a Cambridge (Usa) e gli studenti hanno avuto la soddisfazione di vedere i loro dati inseriti nel circuito internazionale delle informazioni sulle scoperte astronomiche.

     

    “Non si tratta di un’osservazione di particolare rilevanza scientifica – dicono D’Avanzo e Wolter - La supernova è vicina e brillante, e la si sta studiando da vari osservatori in tutto il mondo. Non sarà certo la nostra misura a fare la differenza. Lo scopo dell’osservazione non è mai stato quello. L’obiettivo principale di questa attività è fornire agli studenti un’infarinatura di tecniche osservative e analisi dati. Oltre a questo, vorremmo trasmettere il messaggio che anche loro possono essere e saranno protagonisti della loro ricerca, che sono in grado di produrre nuove informazioni. Se poi questo si può fare osservando una supernova appena scoperta, potendo così anche pubblicare il risultato ottenuto, tanto meglio! Stando alle prime classificazioni ottenute tramite spettroscopia sembra che sia una supernova di tipo II, quindi originata dal collasso di una stella massiccia. In particolare sembrerebbe trattarsi di una tipo IIp, dove la ‘p’ sta per plateau. Sono supernove che, dopo aver raggiunto il picco di luminosità, hanno un decadimento più lento rispetto alle altre: un plateau, appunto, un appiattimento della loro curva di luce».

    Altre informazioni:

     

    http://www.media.inaf.it/2017/05/20/sn2017eaw-ngc6946-merate/

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