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  • 17/10/2008 - Stelle di neutroni: una nuova e una vecchia

    Stelle di neutroni: una nuova e una vecchia

    Stelle di neutroni: una nuova e una vecchia

    Due notizie sulle stelle di neutroni si sono incrociate il 16-17 ottobre.

    1) Sulla rivista “Science” si annuncia la scoperta compiuta con il telescopio Magic all’isola di La Palma (Canarie) di impulsi ad altissima energia nei raggi gamma provenienti da una stella di neutroni ben nota, la pulsar della Crab Nebula o Nebulosa del Granchio (foto).

    2) Il gruppo di ricercatori Inaf che lavora con il satellite Glast, da pochi giorni ribattezzato “Fermi”, ha scoperto la prima pulsar che “lampeggia” esclusivamente nei raggi gamma.

    Magic (Major Atmospheric Gamma-ray Imaging Cherenkov) è un riflettore largo 17 metri e 240 metri quadrati di superficie usato da una équipe internazionale di 240 scienziati: quando un raggio gamma penetra nell’atmosfera per effetto Cherenkov si produce una serie di fotoni nel visibile che Magic è in grado di mettere in evidenza. In questo caso l’energia di emissione della pulsar risulta di qualche decina di GeV, la più alta mai osservata. Si sapeva che la pulsar della Nebulosa del Granchio, residuo di una supernova esplosa nel 1054, emette in varie frequenze, dalle onde radio ai raggi gamma. I nuovi dati però indicano che la regione di emissione dell’energia non si trova vicino alla superficie della stella di neutroni e il meccanismo con cui avviene una emissione così energetica è in ogni caso difficile da spiegare

    La scoperta fatta con Glast-Fermi riguarda invece una stella di neutroni formatasi circa 10.000 anni fa e mai osservata prima. La sua caratteristica eccezionale è l'emissione esclusiva nei raggi gamma. Questa pulsar si trova tra i residui di una supernova distante 4.600 anni luce, nella costellazione di Cefeo. I suoi impulsi di raggi gamma giungono a Terra tre volte al secondo. La stella, formatasi dall’esplosione della supernova che ha anche dato origine alla bolla di gas in espansione, ha un’emissione di mille volte superiore a quella del nostro Sole.

    I ricercatori dell’Inaf ritengono che questa sia solo la prima di un’ampia popolazione di sorgenti gamma: i dati raccolti dal Large Area Telescope (LAT) a bordo di Glast-Fermi ci offriranno nuove informazioni sulla sua natura. Il cuore di LAT è stato realizzato In Italia: si tratta di un rivelatore in grado di stabilire la direzione di arrivo del fotone gamma e quindi di individuare la regione del cielo dove è stata prodotta l’"emissione di alta energia”. Questo rivelatore, composto di 16 “torri” identiche che alternano strati di tungsteno a strati di silicio, è stato progettato e assemblato nei laboratori di Pisa dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. LAT compie una scansione completa del cielo ogni 3 ore e rivela fotoni di energia compresa fa i 20 milioni e i 300 miliardi di volte quella della luce visibile. Ogni minuto, gli strumenti registrano un raggio gamma proveniente dalla “nuova” pulsar.

    Questa è la prima importante scoperta di Glast-Fermi.

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