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  • 09/06/2008 - Il 12 giugno telefonate alla sonda “Ulysses”

    Il 12 giugno telefonate alla sonda “Ulysses”

    Il 12 giugno telefonate alla sonda “Ulysses”

    Dopo oltre 17 anni di esplorazioni nello spazio la navicella europea “Ulysses” sta arrivando al termine della sua vita, ben più lunga e operosa di quanto prevedevano anche le previsioni più ottimistiche. Il 12 giugno alla sede ESA di Parigi si terrà una conferenza stampa per fare il bilancio della missione. Chi vuole può ascoltare le relazioni e le domande dei giornalisti per telefono chiamando alle 15,30 del 12 giugno il numero 33 1 567 857 33.

    “Ulysses” è stata la prima sonda che sia riuscita a scrutare i poli del Sole e a studiare l’ambiente del Sistema Solare lontano dal piano delle orbite dei pianeti (cioè fuori dal piano dell’eclittica).

    Grazie alle sue osservazioni oggi gli astrofisici conoscono meglio il funzionamento della nostra stella, e in particolare il meccanismo dei “buchi coronali”, cioè di quei grandi squarci della “corona” che si formano sopra il poli solari e che sono una conseguenza della distribuzione dei campi magnetici, un aspetto fondamentale del funzionamento delle stelle.

    Lo studio dello spazio lontano dal piano delle orbite dei pianeti ha inoltre permesso di conoscere meglio il vento solare e l’interazione tra l’eliosfera e i raggi cosmici galattici e intergalattici che attraversano lo spazio.

    Ad “Ulysses” rimane probabilmente un solo mese di vita, due mesi nell’ipotesi migliore, perché sta esaurendo la sua sorgente di energia. L’elettricità necessaria per il condizionamento termico, il funzionamento degli strumenti e la trasmissione dei dati è stata fornita in questi 17 anni da un generatore nucleare funzionante grazie al decadimento di isotopi radioattivi. Ora la produzione di elettricità si è ridotta al punto da non garantire più il condizionamento termico e alcune parti della navicella stanno gradualmente raffreddandosi. Quando i piccoli tubi che portano il combustibile dei motorini di assetto scenderanno alla temperatura di 2 gradi centigradi, il carburante non potrà più passare e si perderà il controllo della navicella, ha spiegato Richard Marsden, lo scienziato dell’ESA che dirige la missione.

    La potenza disponibile è di 60 watt e si è deciso di usarla per far sopravvivere ancora per un po’ la sonda staccando il trasmettitore radio che invia i dati. Poi si staccheranno gli altri apparati e si trasmetteranno gli ultimi dati raccolti.

    A lanciare “Ulysses” fu, nel 1990, lo Space Shuttle. La traiettoria per uscire dal piano dell’eclittica ha richiesto il sorvolo del pianeta Giove, nel corso del quale la traiettoria della navicella fu deviata di circa 90 gradi in modo da rendere la sua orbita quasi perpendicolare rispetto a quella dei pianeti. Questa tecnica è la sola che possa ottenere lo scopo: i razzi attuali non forniscono una velocità sufficiente per ottenere orbite di questo tipo.

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