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  • 15/05/2017 - Il cielo in raggi X: ecco le 30 mila sorgenti individuate dal satellite europeo “XMM-Newton”

    Il cielo in raggi X: ecco le 30 mila sorgenti individuate dal satellite europeo “XMM-Newton”

    Il cielo in raggi X: ecco le 30 mila sorgenti individuate dal satellite europeo “XMM-Newton”

    Il cielo visto in raggi X incominciò a rivelarsi negli anni 70 del secolo scorso con il satellite Uhuru, lanciato dal poligono italiano “San Marco”, al largo della costa del Kenya, sotto la regia di Luigi Broglio, padre della nostra astronautica. Da allora molti sono stati i progressi ottenuti con osservatori spaziali americani ed europei che, tra l’altro, hanno dato il premio Nobel all’italiano Riccardo Giacconi. Per adesso il punto di arrivo europeo è rappresentato dai dati raccolti dal satellite XMM-Newton. Il 15 maggio 2017 l’Agenzia spaziale europea (ESA) ha rilasciato questa mappa delle sorgenti X individuate dal satellite nella nostra galassia nel corso della survey tra l’agosto 2001 e il dicembre 2014. La mappa (copyright ESA/XMM-Newton/ R. Saxton / A.M. Read) copre l’84 per cento del cielo e mostra 30 mila sorgenti X individuate compiendo oltre 2100 orbite intorno alla Terra.

    Si tratta di una mappa molto accurata perché la survey ha registrato alcune sorgenti fino a 15 volte tornando a spazzare la stessa regione del cielo. Altre 4924 sorgenti sono state osservate almeno due volte. Il codice-colori adottato nella visualizzazione indica l’intensità della radiazione X emessa: il blu indica le sorgenti ad energia più alta e l’area occupata dalla simbolo della sorgente è proporzionale all’energia irradiata.

    Si nota una forte concentrazione di emissione X presso il centro della Via Lattea. Tra queste sorgenti spiccano per potenza Cygnus X-1, il primo buco nero individuato, e Vela X, un sistema binario nel quale una stella di neutroni risucchia materiale incandescente da un stella supergigante sua compagna. Altri buchi neri rilevati sono GRS 1915+105, 4U 1630-47 e V 4641 Sgr. I due addensamenti di sorgenti in alto a destra e in basso a sinistra corrispondono ai poli dell’eclittica mentre quelle lungo il piano della nostra galassia sono in prevalenza galassie esterne alla nostra le cui emissioni X vengono da buchi neri super-massicci.

    Lanciato il 10 dicembre 1999 da Kourou, “XMM-Newton”, con un peso di 3800 kg, è il più massiccio satellite realizzato dall’ESA. Lungo 11 metri e largo 16, ha tre telescopi X con una superficie di raccolta di 4200 centimetri quadrati. L’orbita ha il perigeo a 7000 km dalla Terra e l’apogeo a 114 mila. La vita operativa è stata prolungata più volte. La fine della missione è ora prevista nel 2018.

    Altre informazioni:

    https://www.cosmos.esa.int/web/xmm-newton/xmmsl2-ug

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