Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 02/10/2015 - Churyumov-Gerasimenko: due comete che si sono incontrate. Per la sonda “Rosetta” due piccioni ...

    Churyumov-Gerasimenko: due comete che si sono incontrate. Per la sonda “Rosetta” due piccioni con una fava

    Churyumov-Gerasimenko: due comete che si sono incontrate. Per la sonda “Rosetta” due piccioni con una fava

    E’ stata una grande sorpresa quando la sonda europea “Rosetta”, avvicinandosi alla cometa Churyumov-Gerasimenko, ce ne ha spedito una immagine nella quale si vedeva un nucleo dalla strana forma a due lobi globosi tenuti insieme da un “ponte” in apparenza piuttosto precario. Le ipotesi potevano essere due: una erosione disuguale che avrebbe portato alla perdita dei materiali meno compatti (quelli intorno al “ponte”) oppure una collisione “dolce”, a bassa velocità, tale da fondere insieme due piccoli nuclei cometari. Ora su “Nature” è stato pubblicato uno studio che scioglie i dubbi: si è trattato proprio di una collisione non distruttiva ma costruttiva. Il lavoro è firmato da Matteo Massironi (Inaf e Università di Padova) insieme con Gabriele Cremonese e Marco Fulle (Inaf) e alla base c’è la camera OSIRS a bordo di “Rosetta”, una “creatura” di Cesare Barbieri (Università di Padova). Decisive sono state le immagini ad alta risoluzione che hanno messo in evidenza la struttura a strati del nucleo cometario. “Emerge chiaramente dalle immagini che entrambi i lobi possiedono un involucro esterno di materiale organizzato in strati distinti, e riteniamo che questa struttura si estenda per diverse centinaia di metri sotto la superficie della cometa”, spiega Massironi. “Si può immaginare questa stratificazione un po’ come la struttura di una cipolla, ma in questo caso stiamo considerando due cipolle separate di dimensioni diverse che sono cresciute in modo indipendente prima di fondersi insieme”. Massironi è il primo autore dell’articolo sullo studio di 67P e scienziato associato del team di OSIRIS (Optical, Spectroscopic, and Infrared Remote Imaging System). A questo punto è lecito concludere che alla missione Rosetta si adatta il popolare modo di dire “prendere due piccioni con una fava”.

    Altre informazioni: http://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/fig_tab/nature15511_F4.html

     

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