Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 05/01/2017 - Prima misura di distanza dell’unica sorgente di lampi radio che replica il misterioso fenomeno

    Prima misura di distanza dell’unica sorgente di lampi radio che replica il misterioso fenomeno

    Prima misura di distanza dell’unica sorgente di lampi radio che replica il misterioso fenomeno

     

    Tra i fenomeni enigmatici dell’universo, i lampi radio sono i più recenti. Indicati con la sigla FRB, Fast Radio Burst, li conosciamo soltanto da una decina di anni. Arrivano in modo casuale da tutte le direzioni del cielo. Sono brevissimi: pochi millesimi di secondo. Hanno energie altissime. Non manifestano alcuna regolarità. Sono rari (finora ne sono stati registrati 18). Però poco per volta gli astronomi stanno identificando una sorgente i cui segnali, eccezionalmente, si ripetono di tanto in tanto, rendendo possibile l’identificazione della sorgente. Si tratta di FRB 121102. L’ultima ricerca per dargli una collocazione precisa nello spazio ha impegnato radiotelescopi di tutto il mondo, e tra questi quello italiano di Medicina, vicino a Bologna. L’annuncio del lavoro è stato diffuso al convegno invernale della American Astronomical Society, che quest’anno si è svolto a Grapevine, in Texas.

    La direzione di provenienza dei lampi radio di 121102 era nota dal febbraio 2016, quando “Nature” pubblicò un articolo di ricercatori dell’INAF dal quale risultava che la sorgente dove trovarsi in una lontana galassia nana ellittica. Le nuove misure hanno permesso di circoscrivere la regione di provenienza entro un’area di appena 100 anni luce di diametro a tre miliardi di anni luce da noi. E’ un passo decisivo verso la soluzione dell’enigma, tanto che il lavoro è comparso in due articoli contemporanei su “Nature” e su “The Astrophysical Journal” del 4 gennaio 2017.

    «I fast radio bursts sono uno fra i più interessanti fenomeni astrofisici scoperti nel corso degli ultimi dieci anni – spiega Steven Tyngay, responsabile dell’Unità per la Radioastronomia dell’INAF e direttore dell’Istituto di radioastronomia di Bologna – In questi dieci anni non eravamo ancora riusciti a individuare l’esatta provenienza di queste esplosioni di energia. La scoperta annunciata nel meeting della American Astronomical Society, realizzata anche grazie alla partecipazione dei radiotelescopi che abbiamo in Italia è motivo di grande eccitazione, perché fornisce un’informazione nuova e cruciale per comprendere la fisica di questo fenomeno: la distanza dell’oggetto d’origine, individuato con precisione in una lontana galassia».

    FBR 121102 è stato scoperto il 2 novembre 2012. Da allora ha inviato una decina di impulsi. Il ripetersi del fenomeno ha permesso l’appostamento dei maggiori radiotelescopi del mondo e quindi la misura della sua distanza. L’idea che sta facendosi strada è che ancora una volta responsabili di questi fenomeni siano dei buchi neri molto massicci. Tyngay tuttavia è prudente: «Lo studio degli FRB è una storia di false partenze e di vicoli ciechi, tre passi avanti e due indietro. Non dimentichiamo, poi, che questo particolare FRB è molto speciale: della ventina che conosciamo, è l’unico che si ripete. Quindi è anche possibile che a produrlo non sia lo stesso tipo di processo alla base degli altri. In ogni caso, è un risultato che segna un importante progresso in quest’affascinante ambito di ricerca».

    Altre informazioni:

    https://aas.org/meetings/aas229

     

    229th Meeting of the American Astronomical Society ...

    aas.org

    Join us in Grapevine, Texas 3–7 January 2017 for the 229th Meeting of the American Astronomical Society Gaylord Texan Resort & Convention Center

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