Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 30/11/2015 - Dentro il “cuore” di LISA Pathfinder, test decisivo per la caccia alle onde gravitazionali

    Dentro il “cuore” di LISA Pathfinder, test decisivo per la caccia alle onde gravitazionali

    Dentro il “cuore” di LISA Pathfinder, test decisivo per la caccia alle onde gravitazionali

    Mancano pochi giorni al lancio della missione europea LISA Pathfinder, test fondamentale per verificare la possibilità di osservare onde gravitazionali nello spazio. Mentre a Kourou ci si prepara al count down del vettore che il 2 dicembre porterà LISA nel Punto di Lagrange L 1 a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, è interessante dare uno sguardo al “cuore” della sonda (disegno).

    Come si può vedere nell’animazione al link sotto indicato, il test inizia con la caduta libera di due masse. Tra di esse c’è il componente cruciale della sonda: un banco ottico interferometrico delle dimensioni di 20 per 20 centimetri. Un insieme di 22 specchi scompone e dirige un fascio di luce laser attraverso il banco ottico. Ci sono due fasci luminosi: uno riflette all’esterno la caduta delle masse libere mentre l’altro è confinato nel banco ottico. Confrontando la lunghezza dei due diversi percorsi dei fasci di luce è possibile rilevare con estrema precisione i cambiamenti di distanza e di orientamento tra le due masse. Un contenitore circonda le masse libere senza toccarle schermandole da influssi esterni e applicando continuamente lievi aggiustamenti per mantenerle nell’esatta collocazione. Tutto ciò è ospitato in un contenitore cilindrico centrale che isola ulteriormente il test sulle masse da ogni altro componente del carico utile.  L’alimentazione elettrica è assicurate da pannelli fotovoltaici e un dispositivo compensa i disturbi che potranno derivare dalla pressione della radiazione solare.

    LISA Pathfinder non è in grado di rilevare eventuali onde gravitazionali: il suo compito è dimostrare che due masse libere possono essere monitorate con un altissimo grado di precisione nello spazio proteggendole da ogni rumore di fondo dovuto a fenomeni estranei all’esperimento. L’effettivo osservatorio gravitazionale dovrà infatti essere sensibile fino a dimensioni molto più piccole di una particella atomica.

    Animazione e spiegazioni:

     

    http://www.esa.int/spaceinvideos/Videos/2015/07/Inside_LISA_Pathfinder

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