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  • 29/04/2017 - Nata per le onde gravitazionali, LISA Pathfinder va anche a caccia di polveri interplanetarie

    Nata per le onde gravitazionali, LISA Pathfinder va anche a caccia di polveri interplanetarie

    Nata per le onde gravitazionali, LISA Pathfinder va anche a caccia di polveri   interplanetarie

    Interessante effetto collaterale della navicella europea “LISA Pathfinder”. Lanciata per sperimentare la tecnologia che in futuro potrà rivelare onde gravitazionali nello spazfio (missione compiuta con successo), inaspettatamente si è rivelata utile anche per raccogliere informazioni sulle polveri e sulle micrometeoriti vaganti dell’ambiente interplanetario. Ricercatori della Nasa hanno fatto notare che l’estrema sensibilità alle perturbazioni gravitazionali dei gravi sospesi in caduta libera nella navicella consente di mettere in evidenza i disturbi, davvero quasi impercettibili, di particelle cosmiche. “Ogni volta che un microscopico granello di polvere colpisce LISA Pathfinder – spiega Diego Janches del Nasa-Goddard Spaceflight Center – il sistema dei gravi della sonda viene perturbato e ciò permette di ricavare le caratteristiche della particella impattante: il rumore di fondo si trasforma così in una fonte di dati preziosi e non previsti quando gli scienziati hanno progettato la missione.” Benché di massa minima, i micrometeoroidi diventano rilevabili in quanto urtano la navicella a circa 36 mila chilometri orari, cioè 10 volte la velocità di una pallottola di arma da fuoco. Poiché orbita in uno dei punti lagrangiani a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, LISA Pathfinder offre l’opportunità di conoscere meglio l’ambiente interplanetario che, ad esempio, dovrà attraversare una eventuale astronave diretta verso Marte.

    Il test eseguito dall’Agenzia spaziale europea con LISA Pathifinder ha dimostrato che la sensibilità raggiungibile nella rilevazione di onde gravitazionale è cinque volte migliore di quella programmata. I gravi in caduta libera nella sonda hanno una massa di 2 chilogrammi e sono fatti di oro e platino. Dopo questo dimostratore, il vero esperimento sarà probabilmente realizzato dopo il 2024 con due sonde separate da 5 milioni di chilometri collegate da un raggio laser (disegno).

    Altre informazioni: https://www.elisascience.org/

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