Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 18/11/2016 - Scoperto per la prima volta “ghiaccio secco” su una cometa (la “Churyumov Gerasimenko”)

    Scoperto per la prima volta “ghiaccio secco” su una cometa (la “Churyumov Gerasimenko”)

    Scoperto per la prima volta “ghiaccio secco” su una cometa (la “Churyumov Gerasimenko”)

     

     

    Per la prima volta è stato scoperto “ghiaccio secco”, cioè anidride carbonica allo stato solido, su una cometa. Stiamo parlando ovviamente della cometa più conosciuta, la Churyumov-Gerasimenko, osservata nei minimi particolari dalle navicelle europee “Rosetta” e “Philae”: lo studio è apparso sulla rivista “Science” del 18 novembre 2016, prima firma Gianrico Filacchione dell’Inaf di Roma. L’anidride carbonica, CO2, passa allo stato solido alla temperatura di circa 70 °C sotto zero assumendo un aspetto molto simile al ghiaccio di acqua. Il passaggio allo stato gassoso, nelle condizioni che esistono su un nucleo cometario, è immediato perché avviene per sublimazione, con una transizione diretta da ghiaccio secco (usato, tra l’altro, per refrigerare i gelati durante il trasporto) a gas.

    L’anidride carbonica è stata scoperta nella chioma delle comete in forma gassosa da molti anni ma non era ancora mai stata osservata in forma ghiacciata. Ora ci si è riusciti grazie allo strumento italiano Virtis (foto), che era a bordo di “Rosetta” (ricordiamo che la navicella si è schiantata sulla cometa il 30 settembre, ultimo atto – programmato – della missione). La superficie ricoperta da ghiaccio secco è stata osservata analizzando la riflessione di luce infrarossa nella regione dell’emisfero meridionale della cometa che era rimasta in “inverno” per 4 anni: l’area ghiacciata è di appena 5 metri quadrati, i granuli di ghiaccio misurano 50 millesimi di millimetro.

    'La scoperta della stagionalità del ghiaccio di CO2 sulla superficie della cometa 67P/ Churyumov-Gerasimenko - dice Fabrizio Capaccioni, ricercatore dell'INAF a Roma e Principal Investigator dello strumento VIRTIS - è un importante contributo alla comprensione dei processi fisici che regolano il trasporto dei gas nell'interno delle comete. L'evoluzione di una cometa è un puzzle che tutti gli strumenti a bordo della sonda stanno efficacemente contribuendo a risolvere.'.

    Altre informazioni nell’articolo di “Science”:

    http://science.sciencemag.org/content/early/2016/11/16/science.aag3161.full

     

     

     

  • 17/11/2016 - Lancio record: altri 4 satelliti “Galileo” in orbita con “Ariane 5”. GPS europeo quasi ...
  • 17/11/2016 - Settimana del Meteo Spaziale: l’ESA “personalizza” i servizi di sorveglianza ...
  • 16/11/2016 - All’inizio di dicembre l’Unione Europea decide il suo futuro nello spazio: in gioco 11 ...
  • 14/11/2016 - La Super-Luna di oggi 14 novembre: tanto rumore per poco
  • 13/11/2016 - Il prototipo del telescopio ASTRI (una prima assoluta a guida italiana) supera i test tecnici
  • 12/11/2016 - Vita sugli esopianeti: ricalcolata al ribasso la finestra termica di abitabilità
  • 11/11/2016 - Misuratori della gravità della prossima generazione: piccoli, sensibili, precisissimi
  • 10/11/2016 - Mapperemo la materia oscura con l’interazione tra luce dei quasar e radiazione cosmica di fondo ...
  • 09/11/2016 - Rapporto del CERN 2015: nessuna traccia di particelle candidate a costituire la materia oscura
Ricerca
  • Le Stelle
    161
  • Nuovo Orione
    295
  • Libri