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  • 20/05/2018 - BATTITO D’ALI DI FARFALLA DA DUE BUCHI NERI

    BATTITO D’ALI DI FARFALLA DA DUE BUCHI NERI

    BATTITO D’ALI DI FARFALLA DA DUE BUCHI NERI

    Un gruppo di scienziati, guidati da Francisco Müller-Sánchez, ha studiato approfonditamente la galassia “farfalla” NGC 6240, distante circa 400 milioni di anni luce nella costellazione di Ofiuco e costituita da due galassie minori che si trovano nella parte finale del processo di fusione, iniziato 30 milioni di anni fa. In casi del genere, si formano strutture contorte e complesse, lunghi filamenti stracciati nel cosmo, braccia allungate e - come in questo caso - ali di polveri e gas.

    Trattandosi di una fusione di due galassie, NGC 6240 contiene due buchi neri supermassicci, che orbitano l’un l’altro alla distanza di 3000 anni luce. Presto (astronomicamente parlando) i due corpi si fonderanno, in un tripudio di onde gravitazionali. Per ora abbiamo due mostri che lanciano tutto attorno grandissime quantità di polveri e gas, formando le strutture all’origine del soprannome della galassia, estese per 30 mila anni luce.

    L’origine e la natura delle due strutture è diversa. L’ala rivolta a nord-ovest è generata dal vento stellare o da gas che le stelle emettono naturalmente nel corso della loro vita attraverso brillamenti o altri processi, mentre quella rivolta a nord-est trova la sua origine in un singolo cono di gas espulso dalla coppia di buchi neri. Secondo Müller-Sánchez, “questa è la prima galassia da cui possiamo vedere sia il vento da due buchi neri supermassicci sia il deflusso di gas debolmente ionizzati dalla formazione stellare”.

    Questi getti, assieme a quelli generati da naturali processi stellari di vario tipo come il vento stellare, spazzerebbero via dalla galassia una quantità enorme di polveri e gas, il materiale da cui vengono forgiate le nuove stelle, diminuendo quindi il ritmo di formazione di nuove stelle all’interno della galassia. Una grandissima quantità di materiale che viene lanciato fuori dalla galassia, paragonabile a 100 masse solari ogni anno. Fonte: Media-INAF.

    In Figura, un’immagine congiunta dei telescopi spaziali Hubble e Spitzer della galassia NGC 6240.

    Piero Stroppa

     

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