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  • 12/06/2019 - UN OCEANO SU PLUTONE, SOTTO UNA “COPERTA” DI GAS

    UN OCEANO SU PLUTONE, SOTTO UNA “COPERTA” DI GAS

    UN OCEANO SU PLUTONE, SOTTO UNA “COPERTA” DI GAS

    A luglio 2015, la sonda spaziale New Horizonsdella NASA è passata molto vicina a Plutone, regalando scenari spettacolari del pianeta nano e delle sue lune. Le immagini hanno mostrato l’inattesa topografia di Plutone, con un bacino ellissoidale di colore bianco chiamato Sputnik Planitia (Figura) situato vicino all’equatore ed esteso oltre due volte l’Italia (circa 700 mila km quadrati).

    Per via della posizione e della topografia, gli scienziati ritengono che al di sotto del ghiaccio che ricopre Sputnik Planitia vi sia un oceano. Questa ipotesi sembra in contraddizione con l’età di Plutone, poiché tale oceano dovrebbe essersi congelato molto tempo fa.

    Ricercatori giapponesi e americani hanno cercato di capire che cosa potrebbe mantenere “caldo” questo oceano, evitando che congeli, pur lasciando ghiacciata la superficie interna del guscio che ricopre Plutone. Il team ha ipotizzato che sotto la superficie ghiacciata di Sputnik Planitia esista uno “strato isolante” di gas idrati. Questi gas si formano in ambienti caratterizzati da bassa temperatura e alta pressione, sono altamente viscosi e hanno una bassa conduttività termica.

    I ricercatori hanno condotto simulazioni al computer di un periodo pari a 4,6 miliardi di anni, riproducendo l’evoluzione dell’interno di Plutone. Le simulazioni hanno dimostrato che, senza uno strato isolante di gas, l’oceano si sarebbe congelato già centinaia di milioni di anni fa; mentre in presenza dello strato di gas non congela. Inoltre, hanno verificato che occorre circa un milione di anni perché una crosta di ghiaccio uniformemente densa si formi sull’oceano, mentre con uno strato isolante di gas ci vuole più di un miliardo di anni. I risultati della simulazione supportano quindi la presenza di un oceano liquido molto vecchio al di sotto della Sputnik Planitia.

    Il team ritiene che il gas più probabile presente all’interno dello strato isolante sia il metano, proveniente dal nucleo roccioso di Plutone. Un’ipotesi coerente con l’insolita composizione dell’atmosfera di Plutone, povera di metano e ricca di azoto. Simili strati isolanti di gas idrato potrebbero mantenere per lungo tempo oceani al di sotto della superficie di altre lune ghiacciate e di altri oggetti celesti distanti.

    “Questo potrebbe significare che nell’Universo gli oceani siano molto più diffusi di quanto si creda, rendendo più plausibile l’esistenza della vita extraterrestre”, afferma Shunichi Kamata (Università di Hokkaido), leader del team che ha condotto questa ricerca (fonte: Media-INAF).

    Piero Stroppa

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