Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 01/06/2016 - Un orologio che scarterebbe di 100 secondi dal Big Bang a oggi: verrà ridefinito il secondo

    Un orologio che scarterebbe di 100 secondi dal Big Bang a oggi: verrà ridefinito il secondo

    Un orologio che scarterebbe di 100 secondi dal Big Bang a oggi: verrà ridefinito il secondo

     

     

    Nei prossimi anni la durata dell’unità di tempo, il secondo, forse verrà ritoccata. Per millenni la misura del tempo ha avuto una base astronomica. Fino al 1954 il giorno, le ore e più tardi i minuti e i secondi, sono stati agganciati alla durata della rotazione terrestre. Il secondo era 1/86.400 del giorno solare medio. Per un breve periodo, dal 1954 al 1967, l’unità di misura di tempo, il secondo, fu agganciato al periodo di rivoluzione del nostro pianeta, in quanto più costante della rotazione: il secondo fu definito “la frazione di 1/31.556.925,9747 dell’anno tropico per lo 0 gennaio 1900 alle ore 12 tempo effemeride” (per questo si parlò di secondo effemeride). Dal 1967, con la diffusione degli orologi atomici, al tempo astronomico fu sostituito il tempo fisico: il secondo diventò “la durata di 9 192 631 770 periodi della radiazione corrispondente alla transizione tra due livelli iperfini dello stato fondamentale dell'atomo di cesio-133”. Ora però gli orologi atomici sono a un passaggio storico che li renderà molto più precisi, e il secondo potrebbe essere lievemente ritoccato. La generazione degli orologi atomici al cesio, che oscillano nelle microonde (9 GHz), verrà sostituita da orologi ottici, che oscillano nel vicino infrarosso, a frequenze decine di migliaia di volte più elevate. L’affidabilità degli orologi ottici finora non era considerata sufficiente ma adesso nei laboratori dell’Istituto di metrologia tedesco è stato messo a punto un orologio ibrido laser/microonde che ha stabilità soddisfacente.

    Il risultato è comparso sulla rivista “Optica”. Il test è durato 25 giorni. Il maser non si è mai fermato, mentre l’oscillatore ottico ha subito interruzioni dai pochi minuti fino a due giorni, restando complessivamente fuori uso per circa la metà del tempo. Ma nell’altra metà ha agito da correttore di frequenza per il maser. Risultato: un oscillatore continuo con un errore complessivamente inferiore a 0,2 nanosecondi sui 25 giorni di test. Ciò equivale a un orologio che dall’origine dell’universo ad oggi scarti al massimo di 100 secondi ed apre la strada a una nuova definizione del secondo.

    L’articolo originale e altre informazioni:

    https://www.osapublishing.org/optica/abstract.cfm?uri=optica-3-6-563

     

    http://www.osa-opn.org/home/newsroom/2016/may/toward_a_reliable_optical_timescale/

     

     

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