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  • 23/05/2017 - Risolto l’enigma dei piccoli lampi osservati sulla Terra dalla sonda “Galileo” diretta a ...

    Risolto l’enigma dei piccoli lampi osservati sulla Terra dalla sonda “Galileo” diretta a Giove

    Risolto l’enigma dei piccoli lampi osservati sulla Terra dalla sonda “Galileo” diretta a Giove

    Un enigma che negli anni 90 del secolo scorso il celebre planetologo Carl Sagan cercò invano di risolvere ha trovato spiegazione. L’enigma era costituito da piccoli flash che la sonda della Nasa “Galileo” diretta a Giove mise in evidenza durante il suo flyby a 2 milioni di chilometri dalla Terra, programmato per imprimerle una “frustata gravitazionale” sufficiente a spingerla verso il grande pianeta gassoso. Durante quel sorvolo “Galileo” filmò la rotazione della Terra e registrò una serie di “lampi” che avevano una strana caratteristica: apparivano esclusivamente sugli oceani, mai sulle terre emerse.

    L’osservazione fu fatta perché Carl Sagan aveva avuto l’idea di usare “Galileo” per testare la sua capacità di riscontrare segni di vita sui pianeti che avrebbe avvicinato. I “segni” furono in effetti riscontrati nello spettro dell’atmosfera terrestre: la Terra risultò abitata... I misteriosi “lampi” invece diventarono oggetto di un’altra pubblicazione scientifica nella quale Sagan provò a interpretarli come casuali riflessioni delle acque marine. La tesi però non convinceva del tutto neppure Sagan.

    Passano 22 anni e nel 2015 la National Oceanographic and Atmospheric Administration (NOAA) lancia in uno dei Punti Lagrangiani il satellite DSCOVER, “Deep Space Climate Observatory”. Da quella postazione a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra DSCOVER osserva il nostro pianeta con EPIC, sigla di Earth Polychromatic Imaging Camera. I lampi si sono ripresentati, ma con una nuova singolarità: non appaiono solo sugli oceani ma anche sui continenti. E’ quindi evidente che la riflessione da parte di acque oceaniche non può essere la causa dei flash.

    Alexander Marschak del Goddard Space Center ha analizzato 866 lampi registrati in 14 mesi dal giugno 2015 all’agosto 2016 e per ciascuno a ricostruito l’angolo di riflessione rispetto alla sonda DSCOVER. La conclusione è che all’origine dei lampi sono cristalli di ghiaccio che si formano nell’alta atmosfera (tipo quelli delle “nubi nottilucenti”). L'immagine qui accanto ne mostra un 'primo piano'. Risolto l’enigma, si valuta ora se analoghi lampi possano aiutare gli astronomi nella scoperta di esopianeti.

    Altre informazioni nell’articolo su “Nature” del 18 maggio 2017:

    http://www.nature.com/news/mysterious-flashes-on-satellite-images-of-earth-explained-1.22016

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