Astronews a cura di Massimiliano Razzano

Fino al 13/11/2017 a cura di Piero Bianucci, fino al 20/01/2018 a cura di Luigi Bignami

  • 19/04/2017 - Studio CNR: se farete un viaggio a Marte e ritorno, attenti a stomaco e intestino!

    Studio CNR: se farete un viaggio a Marte e ritorno, attenti a stomaco e intestino!

    Studio CNR: se farete un viaggio a Marte e ritorno, attenti a stomaco e intestino!

    Qualcuno ricorderà la simulazione “MARS 500” fatta a Mosca nel 2007-2009, durante la quale per 520 giorni sei “astronauti” di varie nazionalità provarono a vivere in isolamento e con una alimentazione simile a quella ipotizzabile in un soggiorno su Marte. In quel periodo di tempo – pari a quello necessario per una missione completa al pianeta rosso – sono stati rilevati i principali dati fisiologici e psicologici dei sei protagonisti. Tra i parametri registrati c’erano anche la funzionalità gastrointestinale e le reazioni immunologiche. Sulla rivista “Microbiome” compare ora il risultato di una ricerca che ha studiato l’impatto di quell’esperimento sull’intestino umano, impatto dovuto non solo al tipo di alimentazione ma anche alla prolungata separazione dal comune ambiente della vita quotidiana, dove veniamo continuamente in contatto con popolazioni batteriche diverse. Al lavoro, frutto di un team internazionale, hanno collaborato ricercatoridell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche di Segrate (Itb-Cnr) e delle Università degli Studi di Bologna e della Tuscia di Viterbo.

    Spiega Clarissa Consolandi dell’Itb-Cnr: “Le comunità microbiche del nostro intestino hanno un ruolo chiave nella nostra salute, regolando l’omeostasi metabolica e immunologica. “MARS 500, la più lunga simulazione di un volo interplanetario mai condotta, ci ha consentito di avanzare nella comprensione di queste dinamiche, dandoci l'opportunità di valutare la variabilità temporale del microbiota intestinale in un ambiente unico come la mancanza di interazioni sociali, il ridotto contatto con l’ambiente, la disponibilità di risorse limitata e il consumo di cibi per lo più in scatola”.

    Lo studio è stato condotto sui campioni fecali dei sei membri dell’equipaggio a vari intervalli di tempo, nel corso dei 520 giorni di esperimento e fino a sei mesi dopo la conclusione. “I risultati confermano la natura dinamica e personalizzata del microbiota anche nelle condizioni di un ambiente confinato, caratterizzata da riarrangiamenti di microrganismi autoctoni – dice Marco Candela del Dipartimento di farmacia e biotecnologie dell’Università di Bologna – Nonostante questa variabilità, è emerso che gli ecosistemi microbici intestinali degli astronauti divenivano gradualmente più simili tra loro con il passare del tempo, in particolare per gli andamenti di alcune componenti, il che suggerisce un certo grado di convergenza dell’evoluzione microbiotica in ambiente confinato”. In particolare, lo studio ha inoltre rivelato “un aumento delle specie appartenenti al genere ‘Bacteroides’ nelle primissime fasi della missione, in concomitanza con disturbi del sonno, deficit di vigilanza o alterazioni del ritmo sonno-veglia.”

     
     
    Area degli allegati
     
     
     
     
     
  • 18/04/2017 - “Primo buio” (con un po’ di luce) per il futuro telescopio spaziale “James Webb”
  • 17/04/2017 - Una Grande Macchia Fredda incombe sul polo del pianeta Giove
  • 15/04/2017 - Duecento anni fa moriva Charles Messier: è suo il primo Catalogo di oggetti deboli
  • 14/04/2017 - Scoperto idrogeno molecolare nei geyser di Enceladus, satellite di Saturno. C’è vita?
  • 13/04/2017 - Il 22 aprile per 'Cassini' inizia il gran finale della sua missione intorno a Saturno
  • 12/04/2017 - Scoperta: le supernove di Tipo II annunciano la loro esplosione con parecchi mesi di anticipo
  • 11/04/2017 - Addio ad Angelo Faggiano, infaticabile Editore di “Nuovo Orione” e “le Stelle”
  • 11/04/2017 - La sorpresa di quest’uovo? Più di un miliardo di stelle nei nostri dintorni della Via Lattea
  • 09/04/2017 - ALMA scopre la “morte in culla” di una stella esplosa 500 anni fa nella nebulosa di Orione
Ricerca
  • Le Stelle
    183
  • Nuovo Orione
    317
  • Libri