Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 13/08/2016 - Dieci miliardi di fotoni al secondo “illuminano” il nostro corpo provenendo dallo spazio ...

    Dieci miliardi di fotoni al secondo “illuminano” il nostro corpo provenendo dallo spazio intergalattico

    Dieci miliardi di fotoni al secondo “illuminano” il nostro corpo provenendo dallo spazio intergalattico

     

     

    Le immagini del telescopio spaziale “Hubble” e dei maggiori telescopi a terra ci mostrano galassie a perdita d’occhio (foto). Ma quanta luce ci raggiunge dagli spazi intergalattici? Una ricerca con prima firma dell’astrofisco Simon Driver lo ha calcolato: sul nostro corpo dagli spazi intergalattici arrivano ogni secondo dieci miliardi di fotoni al secondo, al netto del chiarore della nostra galassia, della luce solare riflessa da polveri interplanetarie (luce zodiacale) e della fluorescenza dovuta all’azione del vento solare sull’alta atmosfera. I dieci miliardi di fotoni al secondo del fondo-cielo intergalattico non sono però tutti nel visibile: lo studio comprende anche i fotoni che vanno dal lontano ultravioletto al lontano infrarosso. L’ultravioletto cosmico è in gran parte assorbito dall’atmosfera o convertito a lunghezze d’onda maggiori. Anche l’infrarosso è falcidiato dall’assorbimento dovuto al vapore acqueo atmosferico.

    La ricerca è stata condotta alla University of Western Australia analizzando dati raccolti da Osservatori al suolo e da telescopi satellitari (Hubble per il visibile e l’ultravioletto, Spitzer per l’infrarosso, il Nasa Galaxy Evolution Explorer, il Wide-field Infrared Survey Explorer).  Simon Driver lavora all’ICRAR, International Centre for Radio Astronomy Research, Australia. Ovviamente la stragrande maggioranza dei fotoni che investono il nostro corpo arrivano dal Sole (10 elevato alla 36 fotoni al secondo) dopo otto minuti e 20 secondi di viaggio. I fotoni del fondo intergalattico arrivano invece dopo un viaggio che in certi casi è di oltre dieci miliardi di anni, e anche se il loro numero può sembrare grande, è irrisorio rispetto ai fotoni solari (26 ordini di grandezza di differenza – cento milioni di miliardi di miliardi).

    Altre informazioni nell’articolo originale e nel sito dell’ICRAR:

    http://arxiv.org/abs/1605.01523

     

    http://www.icrar.org/

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