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  • 16/12/2016 - La Terra contiene 4 volte più acqua di quanto si stimava. Vale per tutti i pianeti rocciosi?

    La Terra contiene 4 volte più acqua di quanto si stimava. Vale per tutti i pianeti rocciosi?

    La Terra contiene 4 volte più acqua di quanto si stimava. Vale per tutti i pianeti rocciosi?

     

    Nelle profondità della Terra c’è 4 volte più acqua di quanto finora si pensava. E’ una scoperta clamorosa fatta studiando un raro tipo di diamanti “super-profondi” e di grandi dimensioni. Tanto clamorosa che la notizia ha conquistato la copertina di “Science”. E la cosa per noi altrettanto interessante è che la scoperta si deve in gran parte a un italiano, Fabrizio Nestola (foto) del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova. A questo punto, i planetologi si domanderanno se l’abbondanza di acqua profonda vale anche per gli altri pianeti rocciosi con massa paragonabile a quella della Terra, e la risposta è probabilmente affermativa.

    I diamanti super-profondi sono noti ai geologi con la sigla CLIPPIR, che riassume le loro caratteristiche fisiche. Si formano a profondità tra i 360 e i 750 chilometri, mentre quelli più diffusi si trovano nei camini diamantiferi tra 120 e 250 chilometri e sono detti per questo “litosferici”. I diamanti super-profondi rappresentano solo il 6 per cento del totale di queste pietre preziose ma hanno carature imponenti, dell’ordine dei 3000 carati, come il famoso Cullinam.

    Frabrizio Nestola ha scoperto un piccolo frammento molto di ringwoodite (un minerale composto di magnesio, silicio e ossigeno: Mg2SiO4) in un diamante super-profondo proveniente dal Brasile. La ringwoodite intrappolata nel diamante ha rivelato un contenuto in H2O dell’1.4%. Considerando che il minerale può formarsi esclusivamente tra i 525 ed i 660 chilometri di profondità e che in questa zona rappresenta il 35% in volume di tutti i minerali stabili in quelle condizioni di pressione, si deve riconsiderare il reale contenuto di H2O del nostro pianeta, che risulterebbe così 3-4 volte superiore a quello finora stimato. L’ultimo lavoro di Nestola e colleghi pubblicato su “Science” conferma questa nuova importante prospettiva.

    Altre informazioni in una intervista a Fabrizio Nestola e nell’articolo su “Science”:

    https://drive.google.com/file/d/0B48P3dFBVPTQNnhWckV5THFMb28/view?usp=sharing

    http://science.sciencemag.org/content/354/6318/1403

     

     

     

     

    Large gem diamonds from metallic liquid in Earth’s deep mantle

    science.sciencemag.org

    Platinum is an excellent but expensive catalyst for the oxygen reduction reaction (ORR), which is critical for fuel cells. Alloying platinum with other metals can create shells of platinum on cores of less expensive metals, which increases its surface exposure, and compressive strain in the layer can also boost its activity (see the Perspective by Stephens et al. ). Bu et al. produced nanoplates—platinum-lead cores covered with platinum shells—that were in tensile strain. These nanoplates had high and stable ORR activity, which theory suggests arises from the strain optimizing the platinum-oxygen bond strength. Li et al. optimized both the amount of surface-exposed platinum and the specific activity. They made nanowires with a nickel oxide core and a platinum shell, annealed them to the metal alloy, and then leached out the nickel to form a rough surface. The mass activity was about double the best reported values from previous studies. Science , this issue p. [1410][1], p. [1403][2]; see also p. [1378][3

     

     

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