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  • 23/02/2018 - Nuova misura della costante di Hubble, confermata la misteriosa “tensione” cosmologica

    Nuova misura della costante di Hubble, confermata la misteriosa “tensione” cosmologica

    Nuova misura della costante di Hubble, confermata la misteriosa “tensione” cosmologica

    Sempre più lontano, sempre più veloce. E’ questa l’idea che emerge dalle osservazioni delle galassie più lontane, che si allontanano da noi seguendo l’espansione dell’Universo. Un’espansione che, lo sappiamo bene da alcuni anni, procede in modo accelerato. Una scoperta che ha meritato il premio Nobel nel 1998 e che ormai è accettata presso la comunità scientifica. Ma per studiare a fondo come si espande l’Universo è importante misurare la costante di Hubble in modo sempre più preciso, come fatto di recente da un team di astronomi dello Space Telescope Institute e della John Hopkins University, entrambi a Baltimora. Sotto la guida di Adam Riess, uno degli scopritori dell’espansione accelerata del cosmo, gli astronomi hanno ottenuto una misura della costante di Hubble con una precisione da record, inferiore al 2%. La misura, pubblicata su “The Astrophysical Journal” conferma la presenza dell’espansione accelerata dell’Universo, la cui causa è ancora ignota.

    Secondo i modelli attuali, questa espansione sarebbe causata da una misteriosa energia oscura di cui non sappiamo ancora nulla ma che costituisce più del 73% del budget di massa ed energia del cosmo. Ciò che resta è principalmente dovuto alla materia oscura, mentre quella ordinaria costituisce circa il 5% del totale. Utilizzando le variabili cefeidi come “candele standard”, Riess e colleghi non solo hanno calcolato la costante di Hubble con una precisione migliore, ma hanno confermato la discrepanza con le misure ottenute per altre vie, ad esempio dall’osservazione della radiazione cosmica di fondo. Le misure di questo tipo, ad esempio condotte da Planck, mostrano una costante di Hubble che vale circa 67 chilometri al secondo per megaparsec, mentre i dati raccolti dal telescopio spaziale “Hubble” puntano verso un valore maggiore, pari a 73.

    Questa discrepanza o “tensione” fra le misure è uno degli indizi principali per capire davvero i limiti delle nostre conoscenze. Indagandola meglio gli scienziati pensano di riuscire a comprendere più a fondo i meccanismi che governano l’evoluzione dell’Universo.

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    Nell’immagine: due delle galassie utilizzate per compiere la nuova misura della costante di Hubble (Credits: NASA, ESA, A. Riess (STScI/JHU)

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