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  • 16/12/2017 - Cerere, un pianeta (nano) più vivo che mai

    Cerere, un pianeta (nano) più vivo che mai

    Cerere, un pianeta (nano) più vivo che mai

    Il quadro che abbiamo del pianeta nano Cerere si fa sempre più preciso ed intrigante. Se fossimo a bordo della sonda Dawn della NASA, che ancora gli vola attorno, la superficie del pianeta ci apparirebbe piuttosto scura, ma non mancherebbero alcune eccezioni: centinaia di aree scintillanti.  Sono ben visibili nelle fotografie che la sonda invia a Terra. E per i planetologi sono una sfida per capire come si comporta la geologia di Cerere che dice sembra essere ancora un pianeta attivo. Spiega Carol Raymond del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena: “Le misteriose macchie brillanti che hanno affascinato sia il gruppo di lavoro di Dawn che il grande pubblico, ci parlano dell’esistenza di un antico oceano sotto la superficie di Cerere e indicano che, ben lontano da essere un mondo morto, il pianeta è attivo. Queste aree brillanti sono state create da processi geologici e ancora oggi sono in grado di cambiare il volto di Cerere”.

    Sono oltre 300 le aree brillanti fin qui scoperte. Un nuovo studio realizzato da Nathan Stein del Caltech e pubblicato su Icarus suddivide le strutture di Cerere in quattro categorie:  

    1)     macchie brillanti con il materiale più riflettente, che è stato scoperto sul fondo di crateri. Gli esempi più famosi sono nel Cratere Occator, che ospita due importanti aree luminose. Cerealia Facula, nel centro, consiste di materiale brillante che copre una fossa ampia 10 chilometri, all’interno della quale si erge una piccola cupola. A est del centro si trova un insieme di formazioni leggermente meno riflettenti e più sparse, chiamate Vinalia Faculae. Tutto il materiale nel cratere Occator è ricco di sali, e un tempo probabilmente era mescolato con acqua. Sebbene Cerealia Facula sia l’area più brillante su Cerere, all’occhio umano potrebbe sembrare neve sporca. La spiegazione principale per tutto questo è da ricercare nel fatto che il pianeta possa aver avuto, almeno in un passato recente, una riserva di acqua salata al di sotto della superficie. Le regioni di Vinalia Faculae potrebbero essersi formate da un fluido portato verso la superficie da una piccola quantità di gas, in modo simile a quando lo champagne sprizza dalla bottiglia alla rimozione del tappo.

    2)     materiale brillante scoperto sui bordi di crateri, che forma striature che si allungano verso il fondo. Probabilmente sono legate all’impatto di corpi esterni hanno lasciato esposto materiale che si trovava sotto la superficie o che si era formato durante un precedente evento di impatto.

    3)      materiale brillante espulso quando si sono formati i crateri.

    4)     ne fa parte il monte Ahuna Mons, il solo caso su Cerere in cui il materiale brillante non sia connesso con crateri da impatto. Probabilmente si tratta di un criovulcano, un vulcano formato dall’accumulo graduale di spessi materiali ghiacciati, presenta evidenti striature luminose lungo i fianchi.

     

    Nel corso di centinaia di milioni di anni il materiale brillante si è mischiato con il materiale scuro che forma la superficie di Cerere, così come con detriti espulsi durante impatti. Questo significa che miliardi di anni fa, quando Cerere sperimentò più impatti, la superficie del pianeta nano doveva essere punteggiata di migliaia di aree brillanti che poi sono state via via nascoste dagli eventi successivi

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