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  • 19/05/2019 - ONDE GRAVITAZIONALI PER TUTTI CON BLACKHOLES@HOME

    ONDE GRAVITAZIONALI PER TUTTI CON BLACKHOLES@HOME

    ONDE GRAVITAZIONALI PER TUTTI CON BLACKHOLES@HOME

    Lo scorso 8 aprile, due giorni prima del debutto in società del buco nero centrale di M87, un altro mostro cosmico è salito alla ribalta: quello prodotto dalla fusione di una coppia di buchi neri avvenuta a 4 miliardi di anni luce da noi. In questo caso, non è stata diramato un’immagine, ma un gravitational wave alert, cioè  l’annuncio della possibile rivelazione di un’onda gravitazionale.

    A differenza di precedenti alert del genere, quello di aprile è stato diramato pubblicamente. E non si è trattato di un’eccezione: ormai tutti i segnali di potenziali onde gravitazionali rilevati dagli interferometri della collaborazione LIGO-Virgo verranno resi pubblici immediatamente.

    Se pensiamo che il primo di questi eventi, quello del 14 settembre 2015, venne annunciato ufficialmente solo cinque mesi dopo, il cambiamento è epocale: significa che il processo di rivelazione dei segnali è sufficientemente maturo da poter essere condiviso senza timore. Anzi, prima viene condiviso e meglio è.

    “Più in fretta riveliamo una fonte di onde gravitazionali, e prima i telescopi che operano su tutte le bande elettromagnetiche possono mettersi a cercare un segnale elettromagnetico dalla stessa sorgente”, spiega David Reitze, direttore dei laboratori LIGO. “E catturare il segnale elettromagnetico il prima possibile è, in molti casi, la chiave per comprendere le dinamiche dell’evento, rivelandone la vera natura”.

    Oltre che multimessaggera, la nuova astronomia si fa sempre più anche multidestinataria. Per coinvolgere più persone possibile, il team di LIGO e Virgo ha messo a punto la APP Gravitational Wave Events (Figura) per ricevere le notifiche in tempo reale direttamente sul proprio iPhone.

    E non finisce qui: per coinvolgere i comuni cittadini – o meglio, le loro CPU – nel processo di interpretazione dei dati gravitazionali, è nato il progetto BlackHoles@Home. Ultimo arrivato della celebre serie di prodotti per il calcolo distribuito sorti attorno alla piattaforma BOINC (quella di Seti@Home), BlackHoles@Home sfrutta il tempo morto dei computer per simulare la più ampia varietà possibile di fusioni fra buchi neri, così da poter determinare con sempre maggior sicurezza le caratteristiche dei sistemi all’origine di ogni particolare “firma gravitazionale” rivelata dagli interferometri.

    Insomma, chi non ha la CPU particolarmente intasata e desidera devolvere un po’ di megaflop alla causa della gravità, BlackHoles@Home è lì che lo aspetta! Per informazioni e adesione al progetto, vedi il sito http://bit.ly/2VNWpuz (Fonte: Media-INAF).

    Piero Stroppa

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