Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 17/07/2016 - Al JPL (Nasa) si progetta un telescopio da 100 metri montato da robot direttamente nello spazio

    Al JPL (Nasa) si progetta un telescopio da 100 metri montato da robot direttamente nello spazio

    Al JPL (Nasa) si progetta un telescopio da 100 metri montato da robot direttamente nello spazio

    La prossima generazione di telescopi sarà a specchi multipli con ottica attiva e adattiva e avrà aperture dai 30 ai 39 metri del telescopio europeo già in costruzione sulle Ande del Cile. Ma tutto sommato si tratterà ancora di telescopi “terrrestri” tradizionali. Lo stesso discorso vale per nuovo il telescopio spaziale “Webb”, il successore di “Hubble”. La generazione successiva potrebbe segnare una svolta radicale: i futuri telescopi potrebbero essere montati da robot direttamente nello spazio, avere dimensioni oggi inimmaginabili che crescono con l’aggiunta progressiva di moduli e godere delle condizioni ambientali di un ambiente perfetto (niente atmosfera, niente inquinamento luminoso, una assenza di peso che riduce al minimo le distorsioni meccaniche. Ne parla un articolo pubblicato sul “Journal of Astronomical Telescopes, Instruments and Systems” della Società internazionale di ottica e fotonica. Autori dello studio sono ricercatori del California Institute of Tecnology e del Jet Propulsion Laboratory della Nasa. L’ipotesi attualmente in esame si riferisce a un telescopio da 100 metri di apertura. Nel disegno è rappresentato il “cantiere spaziale”. Il problema sta nei lanciatori, che hanno dimensioni e carico limitati. Non dimentichiamo però che la Stazione Spaziale Internazionale è stata assemblata nello spazio e ha una massa di 400 tonnellate. Un aspetto molto delicato da esplorare è anche quello della manutenzione, anch’essa robotizzata. Ma Nicolas Lee, capo del team che ha prodotto il lavoro, è ottimista e un test è già in arrivo: «La prima dimostrazione in orbita di un telescopio in grado di montarsi da sé – dice Sergio Pellegrino, senior scientist al JPL e presidente dell’International Association for Shell and Spatial Structures – sarà la missione Autonomous Assembly of Reconfigurable Space Telescope (AAReST), che stiamo sviluppando al Caltech in collaborazione con l’Università del Surrey e l’Istituto Indiano di Scienza e Tecnologia dello Spazio (IIST), e che speriamo di lanciare verso la fine del 2018».

    Altre informazioni nell’articolo originale:

    http://astronomicaltelescopes.spiedigitallibrary.org/article.aspx?articleid=2534029

     

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